Il debito dell’Italia schizza al 138%, tra i rialzi più importanti nel 2019 nell’Eurozona

Bruxelles – Non è una bocciatura della manovra, né un avvertimento, e neanche un richiamo formale: la lettera che l’Ue invia all’Italia è una richiesta di informazioni aggiuntive, perché quelle contenute nel Draft budgetary plan consegnato martedì scorso non sono sufficienti a rassicurare Bruxelles sul rispetto delle regole di bilancio. In particolare, una regola su tutte viene violata e per stessa ammissione del Governo: quella del debito, che fino ad oggi ha fatto rischiare all’Italia una procedura per debito eccessivo. I timori della Ue riguardano un aspetto che il Governo conosce bene: il debito elevato, di cui Eurostat ha certificato un nuovo record (134,8%) nel 2018. Schizzato al 138% del Pil nel secondo trimestre del 2019, dal 136,6% del primo. L’Italia è tra i tre Paesi che hanno avuto il rialzo maggiore sul trimestre (+2%, dopo Cipro con +6,4% e la Grecia con +2,7%). Inoltre quello italiano resta il secondo debito più alto della Ue dopo la Grecia (180,2%).

Il parametro a cui guarda la Ue è il saldo strutturale: in base alla nota di aggiornamento del Def, peggiora di 0,1 punti percentuali nel 2020. Secondo le regole europee, e secondo la raccomandazioni fatta all’Italia a maggio scorso, il Governo dovrebbe assicurare un miglioramento del saldo pari a 0,6 punti. Questo porta ad una deviazione di 0,7 punti dagli impegni presi con l’Ue. Inoltre, l’Italia ha chiesto flessibilità per circostanze eccezionali pari a 0,2 punti, che per il momento aggravano ulteriormente la posizione di bilancio perché la Ue non ha ancora dato l’ok. Anche volendo applicare lo ‘sconto’ che da qualche anno Bruxelles concede ai Paesi in difficoltà, chiedendo loro di assicurare uno sforzo annuale pari ad appena 0,1 punti (invece di 0,6), al momento l’Italia è comunque fuori dai parametri con il saldo che peggiora, mettendosi tra i Paesi a rischio di una deviazione significativa dagli impegni, come la Spagna.