5mila europei ‘arruolati’ da Isis, rientrati 1.500-1.800 foreign fighters

L’Aja – Dei circa 5mila jihadisti partiti negli ultimi anni dai Paesi dell’Unione europea per raggiungere lo Stato islamico, tra 1.500 e 1.800 sono tornati a casa. E se alcuni di loro “non hanno voglia né capacità di compiere attentati”, molti altri sono invece vere e proprie bombe a orologeria per la sicurezza Ue. E’ quanto emerge dai dati contenuti nel rapporto 2016 di Europol, che rinnovano l’allarme per centinaia di ‘foreign fighters’, potenziali terroristi rientrati in Europa dai campi di combattimento dell’Isis in Siria e Iraq.

Secondo le stime citate in un rapporto dell’Agenzia delle polizie europee, alla fine del 2015 erano oltre 5mila gli europei partiti per Siria e Iraq. E circa tre quarti del totale da Belgio, Francia, Germania e Gran Bretagna. Si tratta di un fenomeno che ha colpito persino la Svizzera, che negli ultimi anni ha registrato 77 partenze per la ‘guerra santa’, mentre l’Italia una novantina.

Un terzo di questi 5mila combattenti è tornato, e la tendenza è in aumento. I Paesi che registrano il maggior numero di rientri sono Germania, Olanda, Svezia e Gran Bretagna.

L’esperienza acquisita negli addestramenti e combattimenti sul terreno ha reso i ‘fighters’ armi letali, capaci di condurre attacchi sia in modo coordinato che indipendente, adattandosi con grande facilità ad ambienti diversi. Alcuni, durante la permanenza nei teatri di conflitto, sono stati sottoposti anche a speciali training psicologici che li hanno resi immuni a paura e atrocità.