Vertice Ue: è battaglia su tagli al bilancio comunitario e al Recovery Fund

BRUXELLES – I leader europei sono tornano a riunirsi a Bruxelles dopo la pandemia che li ha tenuti lontani da febbraio, ma la vicinanza fisica non riduce la distanza che ancora li separa sulla strategia per la ripresa dalla crisi post-Covid.

E’ battaglia al vertice Ue su tre elementi principali: la governance; il volume e l’equilibrio tra sussidi e prestiti del Recovery Fund; e le correzioni al Bilancio 2021-2027. Per ora sono state presentate varie opzioni per la riduzione del tetto del Bilancio e dei sussidi (190 miliardi) che compongono la parte di Recovery Fund suddiviso per programmi (quindi per il momento non ci sono tentativi di tagliare la Resilence and Recovery Facility da 560 miliardi, 310 miliardi di trasferimenti a fondo perduto e 250 miliardi di prestiti, che costituisce il perno della proposta). La Danimarca guida la carica per la riduzione del Bilancio e sui ‘rebate’. Dall’altra la Francia chiede invece di mettere fine agli sconti.

L’Olanda insiste sulla necessità di un nuovo meccanismo di governance del Fondo di rilancio, mentre Italia e Spagna puntano sulla proposta della Commissione europea, che prevede una procedura con la maggioranza inversa. Fino ad ora però la temperatura in sala non si è alzata troppo e pare che i leader stiano preservando le proprie energie per domani, quando nuove proposte verranno messe sul tavolo (come risultato della discussione di oggi) e si dovranno tirare le fila dell’incontro.

La riunione ha preso il via con una discussione con il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli. Dopo due round di discussioni approfondite su diversi aspetti del bilancio Ue e del Recovery Fund, il presidente Charles Michel ha chiesto una pausa fino alla cena delle 20. Nel frattempo organizza le consultazioni in formati più piccoli: lo fa sapere il portavoce di Michel. Si tratta cioè, secondo quanto si apprende, sia di incontri bilaterali che multilaterali. Il premier Giuseppe Conte, sempre secondo quanto si apprende, avrà, tra gli altri, un colloquio con Michel.

“Vedo poco meno del 50% di possibilità di raggiungere un accordo” sul Recovery Fund “entro domenica”. Così il premier olandese Mark Rutte al suo arrivo al Consiglio europeo. “È ancora possibile raggiungere un compromesso a questo vertice”, ma “ci aspetta un duro lavoro”, ha aggiunto Rutte, sottolineando la sua ferma intenzione di “vedere le riforme” in cambio degli aiuti.

“La linea rossa italiana è che la risposta sia adeguata ed effettiva, cioè concretamente perseguibile”, sostiene il premier Giuseppe Conte. “Ho piena consapevolezza delle divergenze esistenti ma anche forte determinazione che dobbiamo superarle e non nell’interesse sol della comunità italiana e dei cittadini italiani che hanno sofferto e stanno soffrendo molto, ma nell’interesse di tutti i cittadini europei”.

“Negli anni passati ci hanno detto che quello che andava bene ai ricchi sarebbe andato bene anche ai poveri. Lo sappiamo tutti che non è andata così. Da troppi decenni chi nasce povero, resta povero. Da troppi decenni la mobilità sociale, così importante per la mia generazione, non funziona più. È per questo che il Parlamento chiede un progetto più ambizioso. Noi rappresentiamo tutti i cittadini europei e la grande maggioranza è composta da quelli che non ce la fanno”, ha detto il presidente del parlamento Ue, David Sassoli, ai leader Ue.

“Dobbiamo guardare in faccia la realtà” della crisi “e tutti devono davvero essere disposti a scendere a compromessi in modo da poter ottenere qualcosa di buono per l’Europa”, ha sottolineato la cancelliera tedesca Angela Merkel, confermano che le divergenze tra i leader sono ancora “molto molto grandi” e i negoziati “molto difficili”.

“Anche se” l’incontro di oggi “sarà difficile, sono convinto che con coraggio politico sia possibile raggiungere un accordo”, ha detto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, arrivando al vertice straordinario. “Abbiamo lavorato duramente per preparare questo vertice – afferma -. So che sarà difficile: non si tratta solo di soldi ma di persone, del futuro dell’Europa, della nostra unità”.

“Dobbiamo superare questa crisi ed emergere più forti da questa crisi. Tutti i pezzi necessari per un accordo sono sul tavolo. Una soluzione è possibile. Molto è in gioco, ed una soluzione è quella che si aspettano i nostri cittadini da noi. Con next generation Eu e un convincente quadro finanziario europeo abbiamo la possibilità non solo di superare la crisi ma anche di modernizzare il nostro mercato interno e la nostra unione e portare avanti il green deal e la digitalizzazione”, è stato l’appello della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

“E’ un consiglio europeo eccezionale interamente dedicato al piano di rilancio e al bilancio europeo è un momento di verità e ambizione per l’Europa”, ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron. “Stiamo vivendo una crisi inedita dal punto di vista sanitario ed economico – ha aggiunto – è in gioco il nostro progetto europeo, sono fiducioso ma prudente porterò il massimo dell’ambizione e insieme alla cancelliera Merkel e al presidente Michel faremo di tutto perché si trovi un accordo”.

Per il premier spagnolo Pedro Sanchez, “la Spagna partecipa a questo vertice con l’intenzione di raggiungere un accordo. Difenderemo gli interessi nazionali” ad esempio “nel settore agricolo, e anche nel modo in cui concepiamo la governance” del Recovery Fund, “ma con uno spirito costruttivo, per poter raggiungere un accordo”.

“Non siamo d’accordo” con la condizionalità sullo Stato di diritto, è invece la posizione del premier polacco Mateusz Morawiecki. Mettere come condizione il rispetto dello Stato di diritto per accedere ai finanziamenti Ue è “arbitrario” ed è “una minaccia per la certezza del diritto”. Un’altra linea rossa per il leader polacco sono i rebates, i rimborsi sui contributi al bilancio Ue. “I paesi ricchi hanno l’idea di approfittare del meccanismo, ma ci opporremo”.

RECOVERY E BILANCIO, LA PROPOSTA SUL TAVOLO VALE 1.800 MILIARDI DI EURO, PER L’ITALIA SONO IN BALLO 82 MLD DI AIUTI E 91 MLD DI PRESTITI
La proposta per il Recovery Fund presentata dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel mantiene intatto il volume totale di 750 miliardi di euro presentato dalla Commissione Ue e la ripartizione tra sussidi a fondo perduto (500 miliardi) e prestiti (250 mld), mentre per il Bilancio Ue 2021-2027 la cifra indicata è di 1.074 miliardi di euro. Complessivamente si tratta di una partita che vale al momento oltre 1.800 miliardi di euro. Nell’ambito del Recovery Fund, i sussidi previsti per l’Italia sono 81,8 miliardi, mentre i prestiti sono 90,9 miliardi, per un totale di 172,74 miliardi.

Ecco nel dettaglio la ripartizione tra i vari capitoli di spesa dei fondi proposti per il piano di rilancio Ue:

  • Recovery and Resilience Facility (RRF). E’ la parte principale del piano e conta su un totale di 560 miliardi, 310 di sovvenzioni e 250 di prestiti. Per l’Italia vale oltre 63 miliardi di euro di sussidi. Queste risorse vengono allocate direttamente agli Stati membri secondo precisi criteri di ripartizione.
  • React-Eu. Prevede 50 miliardi di sussidi veicolati attraverso la politica di coesione verso i territori più colpiti dalla crisi.
  • Horizon Europe. Stanziamento di 13,5 miliardi di sussidi come dotazione aggiuntiva per sostenere la ricerca in Europa.
  • InvestEU (ex piano Juncker). Dotazione aggiuntiva di 30,3 miliardi di sussidi per mobilitare nuovi volumi di investimenti.
  • Solvency Support Instrument. I 26 miliardi di sussidi andranno a sostegno delle aziende entrate in crisi a causa del coronavuirus.
  • Fondo agricolo per lo sviluppo rurale. Dotazione supplementare di 15 miliardi di sussidi per azioni in linea con il Green deal.
  • Just Transition Fund. Stanziamento di 30 miliardi supplementari di sussidi per questo strumento già destinato a finanziare azioni di sostegno ai territori più in difficoltà nell’affrontare la transizione ecologica.
  • RescuEu. Due miliardi di sussidi per rafforzare la protezione civile Ue.
  • Eu4Healt. Lancio di un nuovo programma europeo per la sanità dotato di 7,7 miliardi di sussidi.
  • Azione esterna. Dotazione aggiuntiva di 15,5 miliardi di sussidi.(ANSA).