Tassi giù, Quantitative Easing e banche: l’ultimo pacchetto dell’era Draghi

Francoforte – Tassi giù a -0,5% e su un orizzonte più ampio, il Quantitative Easing che riparte, e una mano alle banche fiaccate da anni di interessi negativi. Ecco, misura per misura, il pacchetto di provvedimenti annunciati il 12 settembre dal presidente della Bce, Mario Draghi per fronteggiare la bassa inflazione e i rischi per la crescita dell’Eurozona. E’ l’ultimo pacchetto di misure prima della scadenza del mandato di Draghi, che il 31 ottobre lascerà il posto a Christine Lagarde.

– TASSI. Il tasso d’interesse sui depositi, diventato ormai quasi il benchmark di riferimento del costo del denaro, scende da -0,4% a -0,5%. Un po’ meno di alcune previsioni che azzardavano -0,6%. Ma in compenso la ‘forward guidance’ con cui la Bce orienta le aspettative degli operatori economici non si limita più ad escludere un rialzo dei tassi fino a metà 2020: ora “i tassi rimarranno ai livelli attuali o inferiori fino a che il consiglio non avrà visto le prospettive d’inflazione convergere fortemente verso livelli sufficientemente vicini” al 2%.

– QE. Chiuso da pochi mesi, il quantitative easing che tanto ha aiutato i Btp italiani (suscitando grosse riserve in Germania) ritorna in grande. Da novembre la Bce tornerà a fare acquisti netti di titoli, principalmente bond governativi. Lo farà al ritmo di 20 miliardi al mese, inferiore a molte previsioni che andavano da 25 a 50 miliardi. Ma gli investitori e operatori economici non rimangono delusi, perché questa volta, anziché fissare un orizzonte temporale agli acquisti, Draghi ha spuntato dal consiglio direttivo (non unanimemente ma per consenso) che il QE proseguira’ “finché sarà necessario”.

– BANCHE. Un nuovo maxi-prestito, il Tltro-3, con durata allungata a tre anni anziché due, fornirà agli istituti dell’Eurozona liquidità a condizioni vantaggiose per stimolare il credito: per le banche che prestano oltre una certa soglia, in particolare, il tasso applicato sui fondi potrà arrivare fino a -0,5%. E’ lo stesso livello, assai penalizzante, raggiunto oggi dal tasso sui depositi di liquidità in eccesso delle banche alla Bce. Per aiutare le banche, il tasso su queste riserve si sdoppia: su una parte della liquidità in eccesso rispetto ai requisiti di riserva le banche pagheranno un tasso zero. Sulla restante liquidità, si applicherà il più penalizzante tasso sui depositi (-0,5%).