Primo round di consultazioni terminato, la prossima settimana nuovo giro e Def

Roma – La conclusione del primo round di consultazioni al Quirinale segna il primo “giro di lancette” dalle elezioni alla nascita di un nuovo governo. Ma l’orologio della crisi continua ancora a girare. Ecco le principali scadenze in arrivo.

LE CONSULTAZIONI – La prossima settimana il presidente della Repubblica Sergio Mattarella tornerà a ricevere al Quirinale i gruppi parlamentari, probabilmente tra martedì e mercoledì. La data ufficiale non è stata ancora comunicata: il capo dello Stato ha annunciato solo che il nuovo giro si svolgerà la prossima settimana, per dare tempo ai partiti di riflettere. Appare improbabile che i colloqui nello studio alla Vetrata vengano preceduti da un nuovo faccia a faccia tra Mattarella con i presidenti delle Camere e il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano.

LE COMMISSIONI SPECIALI – I due rami del Parlamento insediano le due commissioni speciali per esaminare gli atti del governo pendenti, in attesa che, con la fiducia al nuovo governo, possano costituirsi le commissioni permanenti di merito. L’organo è già costituito al Senato, mentre alla Camera ciò avverrà martedì prossimo, quando l’Aula è convocata per approvare una deliberazione che costituisca la commissione speciale e che ne delimiti il raggio di azione indicando i provvedimenti da esaminare.

DEF – La legge prevede che il Documento di economia e finanza sia presentato entro il 10 aprile. Va trasmesso a Bruxelles, normalmente dopo l’approvazione in Parlamento delle relative risoluzioni, entro il 30 aprile. E’ presumibile che venga esaminato dalle commissioni speciali.

LA CONSULTA ED IL CSM – La prossima settimana il Parlamento in seduta comune dovrebbe essere convocato per eleggere un giudice della Corte costituzionale e due componenti laici del Csm. Il quorum richiesto per le prime tre votazioni è dei 2/3 dei componenti dell’Assemblea: è prevedibile che, nelle more della formazione del governo, queste votazioni si tengano in tempi brevi per far scendere il quorum ai 3/5.