Ue d’accordo su Recovery Fund, ma non su contenuti: le tappe per gli strumenti anti-crisi

Bruxelles – Fino a qualche giorno fa doveva essere uno dei vertici più importanti della storia dell’Ue. Ora è invece visto come l’ennesimo incontro interlocutorio che calcerà la palla un po’ più in là. I 27 leader europei si vedranno in videoconferenza domani per fare qualche passo avanti sui principi per far nascere il Recovery Fund, o fondo per la ripresa, ma non faranno alcun progresso sui contenuti, in attesa della proposta formale che la Commissione presenterà il 29 aprile. Dalle prime indiscrezioni, la presidente Ursula von der Leyen sarebbe disposta a mettere sul tavolo una proposta da 1.600 miliardi, cioè una potenza di fuoco simile a quella chiesta da Italia, Francia e Spagna. Sembra invece scontato, al vertice, il via libera finale ai tre paracadute approvati dall’Eurogruppo, cioè quello per gli Stati (Mes), quello per i lavoratori (Sure) e quello per le imprese (nuova Bei).

Due i fronti opposti: il Nord contro il Sud, ovvero chi vuole usare solo gli strumenti esistenti come il bilancio Ue per aiutare la ripresa e chi vuole invece creare quegli “strumenti innovativi” di cui aveva già discusso l’Eurogruppo, senza successo.

Quello di domani dunque non sarà un vertice europeo risolutivo, ma solo la prima tappa del confronto sulla creazione del Recovery Fund. Serviranno altre discussioni per dare una forma precisa alla nuova arma per contrastare la crisi e rilanciare l’economia europea. A quella si affiancherà la discussione sul prossimo bilancio Ue, di cui il fondo per la ripresa farà parte. Di seguito le tappe.

  •  23 APRILE. I leader Ue discuteranno le diverse proposte sul tavolo e cercheranno di dare un primo input alla Commissione che dovrà elaborare la proposta per creare il Recovery Fund. C’è la proposta spagnola, la più ambiziosa: il Recovery Fund deve essere finanziato attraverso un “debito europeo perpetuo”, gestito dalla Commissione Ue sulla base di garanzie prese dal bilancio comune, e capace di dare agli Stati sovvenzioni a fondo perduto. E’ un’idea completamente indigeribile per i Paesi del Nord, i quali alla vigilia del vertice europeo sono già soddisfatti che sul tavolo non ci siano più gli Eurobond. Far indebitare la Commissione Ue, con un debito perpetuo, la considerano una strada vietata dai Trattati. C’è poi sempre la proposta francese: la Commissione costituisce il fondo grazie a garanzie degli Stati e concede prestiti a lunga scadenza, in base alle necessità di ognuno. E poi c’è la proposta italiana, che è un tentativo di compromesso molto realista: un fondo di solidarietà gestito da Bruxelles, con la garanzia del budget europeo, ma includendo inizialmente garanzie comuni di tutti gli Stati membri. Le risorse che la Commissione Ue raccoglierà sui mercati daranno prestiti ‘back to back’ agli Stati membri, con “scadenze il più possibile a lungo termine”. Tutti accettano il concetto del fondo, la Germania accetta anche che sia la Commissione a gestirlo e strutturarlo come un grande Sure (garanzie statali che si moltiplicano sui mercati). Purché dia prestiti e non sovvenzioni. L’Olanda invece resta scettica su tutto, perché non ritiene che sia questo il momento di dare più poteri alla Commissione e sovvenzioni agli Stati.
  • 29 APRILE. La presidente Ursula von der Leyen presenterà la sua nuova proposta per il prossimo bilancio pluriennale 2021-2027, e spiegherà come dovrebbe funzionare il fondo per la ripresa. Per mediare, tra gli Stati, von der Leyen potrebbe proporre non sovvenzioni ma prestiti a lunga scadenza, da un fondo che nasca all’interno del perimetro del bilancio europeo ma che funzioni in modo autonomo come il vecchio piano Juncker per gli investimenti, o il nuovo Invest EU.
  • MAGGIO. Dopo circa un paio di settimane dalla proposta di von der Leyen, i leader Ue torneranno a riunirsi per discutere il primo documento ufficiale sul tema. E’ facile immaginare che anche quella discussione, coinvolgendo il bilancio Ue, da sempre terreno di scontro, non sarà risolutiva. In molti si aspettano diverse riunioni prima di un eventuale accordo: gli ottimisti vedono un’intesa prima dell’estate, i pessimisti ritengono si arrivi anche oltre. Il fronte del Sud vuole il Recovery Fund funzionante entro luglio, quello del Nord invece non ha fretta ed è disposto a prolungare le discussioni.
  • GIUGNO. Se giovedì ci sarà l’ok definitivo a Mes, Sure e Bei, i leader si impegneranno a completare in fretta l’iter dell’approvazione nei parlamenti nazionali per averli operativi dal primo giugno.
  • 1 LUGLIO. Inizio del semestre di presidenza tedesca del Consiglio Ue.