Di Maio e Salvini indicano Conte al Colle: da Le Pen a Bannon, i populisti esultano per l’Italia

Roma – Se l’Europa e i mercati si preoccupano, i populisti esultano. E usano toni trionfalistici per la riuscita della lunga trattativa che ha portato il leader della Lega e il capo politico dei Cinque Stelle dal presidente della Repubblica con in mano la lista della squadra di governo, premier compreso.

Mentre Lega e M5s hanno confermato al Presidente della Repubblica le indiscrezioni della vigilia e portato al Colle il nome del 54enne Giuseppe Conte come il loro candidato alla presidenza del nascituro governo giallo-verde, i mercati già minacciano l’assedio al nuovo esecutivo. Che ancora prima di prendere forma se la deve vedere con le pressioni dello spread, schizzato ad un passo da quota 190, ai massimi dallo scorso giugno, il calo della Borsa di Milano, i giudizi negativi delle agenzie di rating, con Fitch che avverte del pericolo di una crescita del rischio-Paese.

Dall’altra parte, la leader del Front National Marine Le Pen e l’ex stratega di Trump Steve Bannon non hanno perso tempo. Appena il capo della Lega ha lasciato il Quirinale ieri hanno fatto sentire le loro voci. L’apripista del populismo europeo duro e puro ha postato un tweet trionfante, mentre il fondatore del sito ultraconservatore Breitbart, che ora si definisce “populista sputafuoco”, ha addirittura annunciato che la prossima settimana sarà in Italia per incontrare Matteo Salvini. Non è la prima volta che Bannon vede il leader del Carroccio. L’uomo che ha portato Trump alla Casa Bianca, che appena due mesi fa ha confessato di essere “affascinato da Mussolini”, ha già visto Salvini a Milano nel marzo scorso. Il leader della Lega del resto era stato tra i primi italiani a incontrare lo stesso Trump a Filadelfia, durante un comizio prima della Convention. E l’incontro della prossima settimana, anche ora che Bannon è fuori dalla Casa Bianca, rimane indubbiamente nell’orbita del trumpismo. Più fitti i contatti con Marine Le Pen che ha seguito passo passo le tappe degli 80 giorni di trattative dalle elezioni ad oggi. Arrivando a suggerire a metà aprile, in pieni negoziati tra centrodestra e M5s, di “fare un passo indietro” a Berlusconi per lasciare “le mani libere a Salvini”. I due leader del resto si sono incontrati più volte, a Roma e Bruxelles. E lei lo avrebbe voluto al suo fianco anche il primo maggio a Nizza, per il comizio del Movimento dell’Europa delle nazioni e libertà. Si è poi dovuta accontentare di un video del leader del Carroccio, impegnato in Italia. Ma questo non ha smorzato il suo entusiasmo: “Dopo il Fpoe in Austria – ha twittato – la Lega in Italia. I nostri alleati arrivano al potere e aprono prospettive strabilianti, innanzitutto con il grande ritorno delle Nazioni!”. Un appoggio incondizionato, quello dei populisti d’oltralpe e d’oltreoceano, che certamente non piacerà all’Europa, già notevolmente preoccupata. E che Salvini dal Quirinale ha cercato di tranquillizzare assicurando che “i vincoli verranno rispettati”. Salvo poi tornare a dire, una volta uscito, che di “austerità” e di “vincoli europei si muore” e che “prima vengono gli italiani”. Non a caso, una versione tricolore dell’America First.

REAZIONI IN EUROPA – Di tutt’altro tenore le reazioni europee al nascente governo M5S-Lega in Italia.  Le dichiarazioni del leader del Ppe Manfred Weber sono arrivate ancor prima della salita al Colle di Di Maio e Salvini. “State giocando col fuoco”, ha detto Weber, mettendo in guardia l’Italia dal rischio di provocare una nuova crisi dell’euro. Pronta la reazione di Luigi Di Maio, che ha mantenuto un profilo più low, limitandosi a chiedere all’Ue di consentire al governo del cambiamento di dare prova della sua affidabilità, “poi ci criticate, ma almeno fateci partire”. Più trachant Matteo Salvini: “Weber pensi alla Germania che al bene degli italiani ci pensiamo noi” ha ruggito. “Scherza col fuoco chi non rispetta la democrazia”, gli ha fatto eco il M5s, anche se è soprattutto il segretario del Carroccio che è andato all’affondo. “Io sono civile, educato e rispettoso, ma basta. Come è possibile farsi dare minacce e ordini da chi ha portato l’Italia al massimo della precarietà?”, ha detto.

“Noi riteniamo molto importante che il nuovo governo mantenga la rotta e porti avanti in modo responsabile la politica di bilancio”. Questo è necessario dal momento che “l’Italia ha il secondo debito pubblico più alto dopo la Grecia”, ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, in un’intervista all’Handelsblatt. Ad una domanda sull’ipotesi circolata e poi smentita di una richiesta italiana di condono per 250 miliardi del debito da parte della Bce Dombrovskis ha affermato: “Hanno smentito di avere piani del genere. Dal punto di vista della Commissione sarebbe completamente irrealistico“. E anche rispetto ad un’eventuale uscita dall’euro, il vicepresidente della Commissione ha spiegato: “Anche questo a Roma non è più in agenda. Il contratto dell’Ue non prevede un’uscita dall’euro e questo economicamente sarebbe molto dannoso per il paese colpito. Lo abbiamo visto nel 2015, quando le speculazioni sulla Grexit hanno danneggiato l’economia greca”. “Decisivo – ha indicato Dombrovskis – è il nuovo programma di stabilità dell’Italia e noi adesso aspettiamo questo”.

“Non abbiamo visto ancora tutte le questioni, ascolteremo e parleremo con loro, ma sì, ci sono alcuni elementi preoccupanti” nelle idee di politica commerciale del nuovo governo italiano, ha detto la commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem, partecipando al Consiglio Ue commercio a Bruxelles.

“Speriamo in un governo pro-europeo come negli ultimi 70 anni”, è l’auspicio espresso dal ministro dell’Economia tedesco Peter Altmaier a margine del Consiglio Ue commercio, sottolineando di stare “osservando l’evoluzione della situazione” in cui l’Italia “sta nominando un nuovo governo e circola il nome di un possibile nuovo premier”.

“Spero che il presidente” della Repubblica Sergio Mattarella “non permetta” al nuovo governo italiano “di distruggere tutto il lavoro fatto negli ultimi anni” in Ue “dalla crisi finanziaria a oggi, lo auspico per l’Italia e per noi”, è il commento del ministro degli Esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn, che a Bruxelles ha espresso il timore che possa “succedere qualcosa che ci farà male”. Ma “vediamo cosa succederà, dobbiamo aspettare che sia formato il nuovo governo”, ha aggiunto.

“Dobbiamo giudicare” il nuovo governo governo italiano “sui fatti e non sulle parole, e vedere cosa farà”, ha detto la ministra dell’economia austriaca Margarete Schramboeck. Per l’Austria “l’Italia è un partner importante, in particolare un partner economico molto importante”, ha sottolineato la ministra.