Crisi in Germania, il presidente Steinmeier media con i partiti

Berlino – La stampa internazionale descrive un’Angela Merkel “con i giorni contati” mentre le sorti della Germania in crisi per il fallimento delle trattative per il governo passano, temporaneamente, nelle mani di un esperto diplomatico: il presidente Frank-Walter Steinmeier, che ha incontrato – separatamente – i leader dei Verdi e il loro avversario liberale, Christian Lindner, responsabile di aver fatto saltare il tavolo a pochi metri dall’accordo.

Inquilino ancora fresco a Bellevue (il Quirinale tedesco), alle spalle la mediazione in tanti conflitti internazionali (uno per tutti quello con Putin sull’Ucraina, affrontato in qualità di ministro degli Esteri nella legislatura appena chiusa), è Steinmeier l’uomo che sta tentando in queste ore di capire se esista un’alternativa al ritorno alle urne dopo il suicidio della coalizione ‘giamaica’. Nella sede presidenziale, la
squadra nero-giallo-verde non è ancora definitivamente morta: oggi Steinmeier ha ricevuto prima gli ecologisti Simone Peter e Cem Oezdemir, e nel pomeriggio Lindner, per ricomporre il quadro dei colloqui clamorosamente falliti domenica notte, e per provare a capire se esista un filo con cui ricucire la tela così drammaticamente strappata.

Steinmeier ha convocato però anche il numero uno del suo partito, Martin Schulz, che continua a fare muro. L’intento è esplicito: fare pressione per provare ad inchiodare i socialdemocratici alle loro “responsabilità” di fronte al Paese, in una riedizione della grande coalizione con la Merkel.
Al pressing di Steinmeier si è aggiunto oggi quello del neo presidente del Bundestag Wolfgang Schaeuble: “Con le elezioni il popolo ha deciso, e noi che siamo stati eletti dobbiamo assumerci le responsabilità. È chiaro che si deve governare”.
L’ex ministro delle Finanze ha però anche affermato che la Germania “si trova di fronte a una prova, non a una crisi dello Stato”.

In questo scenario di grande incertezza, fioccano le analisi sulla posizione di Angela Merkel, più che indebolita dallo scacco di Lindner. Secondo Juergen Trittin, negoziatore dei Verdi, il giovane liberale avrebbe avuto “un piano, condiviso con altri, magari proprio della Cdu, per far cadere Merkel”. Stando a molti osservatori, avrebbe raggiunto il suo scopo: “Merkel ha i giorni contati”, ha scritto The Times. E Spiegel gli dà ragione: la cancelliera “è alla fine”, sentenzia, “se non ha il coraggio di un nuovo inizio radicale, può anche lasciare”.

Alla Faz ha parlato infine lui, Christian Lindner. “Ci sono dei limiti alla disponibilità a negoziare se si umilia un partner. La sensazione dell’Fdp è stata quella di servire solo a raggiungere una maggioranza per un governo nero-verde”, si è sfogato il giorno dopo aver provocato il “disastro”. “Il governo giamaica sarebbe stato un prosieguo della Grosse Koalition, con accenti verdi e qualche ministro liberale”. Il risultato “non sarebbe stato un esecutivo stabile”. E adesso Lindner non teme di tornare al voto: un nuovo tentativo Giamaica, ha avvertito, “non ha senso”.