Uova al Fipronil, arrivano gli ‘uomini Ue’ per sicurezza cibo

Bruxelles – Un funzionario per la sicurezza alimentare per ogni Paese Ue e ‘punti di contatto’ comuni per migliorare lo scambio di informazioni tra il network anti-frode (Ffn) negli alimenti e il sistema di allerta rapido su cibo e mangimi (Rasff). Sono due delle proposte su cui Commissione e Paesi Ue hanno trovato l’accordo nella conferenza ministeriale sul caso delle uova contaminate al fipronil. Per quanto concerne il ritardo con cui Belgio e Olanda hanno segnalato l’allerta agli altri Paesi Ue, il commissario europeo alla salute Vytenis Andriukaitis ha confermato la linea morbida dell’Esecutivo Ue: “Non si tratta di dare sanzioni o aprire procedure di infrazione contro questo o quel Paese, ma di migliorare il flusso di informazioni e le modalità di reazione alle crisi”. Secondo l’istituto tedesco per la gestione del rischio, un adulto dovrebbe ingerire fino a sette uova in un giorno prima di subire effetti nocivi dal fipronil, almeno alle concentrazioni in cui è stato trovato nelle uova.

IL CASO – All’inizio di agosto alcune partite di uova contaminate al fipronil sono state rinvenute in Belgio, Germania, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito. Lo scandalo ha riguardato la sicurezza alimentare in tutta Europa, a partire dall’Olanda fino ad arrivare in Italia, con sequestri realizzati nel Lazio e nelle Marche. In totale, le uova sequestrate tra le città di Ancora e Viterbo sono state 92.000, di cui 60.000 destinate al consumo alimentare. Successivamente, le autorità nei vari Paesi Ue coinvolti hanno proceduto con il ritiro di circa una decina di milioni di uova dagli scaffali in “via precauzionale”. Esemplari contaminati provenienti dai Paesi Bassi sono stati ritrovati addirittura a Hong Kong. Si tratta di due campioni su circa un milione di uova importate. Anche le quantità trovate in Francia (in 5 imprese) e Regno Unito (0,0001% delle uova importate) sono state poca cosa e i rischi per la salute limitati. Le “quantità sono modeste, i rischi per la salute pubblica molto bassi – recitava una nota della Food Safety Agency britannica – e tutti i prodotti sospetti sono stati ritirati dal mercato. I consumatori possono stare tranquilli”.

LO SCONTRO BELGIO – OLANDA – Le autorità di Belgio e Olanda, dove si è originata la contaminazione, si sono scambiate accuse sul caso, che si è trasformato in una vera e propria vicenda politica. Da un lato, i belgi hanno rivissuto l’incubo della diossina negli allevamenti del 1999, che causò un terremoto politico. Dall’altro, la politica olandese vive tempi incerti, dal marzo scorso alle prese con la formazione di un governo. Ma sui rischi nella catena alimentare, a vent’anni dalla mucca pazza e dai polli alla diossina, nonostante l’Ue si sia dotata di un sistema di allerta rapido su alimenti e mangimi, i Paesi europei non hanno ancora imparato a parlarsi. Il neo-ministro dell’agricoltura belga Denis Ducarme, in carica dal 29 luglio, in un’audizione nel Parlamento federale ha attaccato le autorità sanitarie olandesi. Sapevano delle uova al fipronil dal novembre 2016, ha detto Ducarme mostrando un rapporto del Nvwa (l’agenzia per la sicurezza alimentare dell’Aja), ma non hanno avvertito nessuno. Non è vero, ha risposto a mezzo stampa il direttore generale del Nvwa Rob van Lint: il rapporto parlava delle stalle e non delle uova, da qui la valutazione di assenza di rischi per la salute pubblica. L’attacco belga era arrivato dopo giorni in cui nel tritacarne mediatico era finita l’Afsca, l’omologa belga del Nvwa, accusata di sapere della vicenda da giugno ma di averla notificata all’Ue solo il 20 luglio. E di aver colpevolmente minimizzato, come mostrato dalle ultime analisi, i livelli di contaminazione riscontrati.

LE INDAGINI – Dalle indagini, i sospetti si sono concentrati su un’azienda fiamminga che avrebbe fornito insetticida ‘corretto’ illegalmente con il fipronil (il cui uso in agricoltura è consentito solo su alcuni semi, e solo fino al prossimo settembre, quando scadrà l’autorizzazione) a un’impresa olandese specializzata in trattamenti antiparassitari.

I controlli e le indagini sono proseguiti in tutta Europa per tutta l’estate. In Germania è stata una vera e propria guerra di cifre: secondo alcuni media locali le uova potenzialmente contaminate sarebbero state oltre 28 milioni nella sola regione della Bassa Sassonia, al confine con l’Olanda. Il ministro dell’agricoltura della regione, il Verde Christian Meyer, ha rilanciato parlando di oltre 35 milioni di pezzi. Ma per il governo di Berlino quello di 10,7 milioni resta la stima ufficiale del totale dei casi di uova effettivamente contaminate. Intanto in Olanda i giudici hanno confermato l’arresto per i due manager della società Chickfriend, sospettati di essere all’origine del caso.

In Francia, l’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare (Anses) ha rassicurato i consumatori sui rischi, ma il numero di imprese coinvolte nello scandalo è salito da 4 a 14 impianti di trasformazione, cui si sono aggiunti 40 grossisti. Su segnalazione della Germania, in Ungheria è scattato il sequestro di una partita di prodotti surgelati destinata al circuito della ristorazione. Stessa misura è stata presa dalle autorità spagnole, su segnalazione della Francia. Nessuna traccia di fipronil invece nelle carni delle galline in Belgio, secondo l’agenzia belga per la sicurezza alimentare Afsca, dopo i primi controlli su alcune aziende nazionali. Delle 86 imprese bloccate all’inizio di agosto, 65 hanno ripreso la loro attività. In 7 casi sono stati riscontrati deboli concentrazioni di fipronil nelle uova, che sono state distrutte.

CHE COS’È IL FIPRONIL – Il fipronil è utilizzato nella pratica veterinaria come insetticida di seconda generazione contro pulci, pidocchi, acari e zecche e parassiti in genere, ma ne è vietato l’uso negli animali destinati alla catena alimentare.
La sostanza era stata definita dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), nelle Linee guida 2000-2002 ai pesticidi, allo stato solido, “moderatamente tossica per l’uomo”. L’esposizione all’insetticida può causare nausea, vomito, dolore addominale e crisi epilettiche. Se consumato in grandi quantità può causare danni ai reni, al fegato e alla tiroide. Gli esperti sono però concordi che i rischi per la salute sono molto bassi perchè gli effetti da intossicazione si verificano solo nel caso di esposizioni ad alte dosi. E nel consumo quindi di un numero di uova di fatto inverosimile in un regime alimentare standard. Al momento non sono stati segnalati casi da intossicazione da fipronil. Già nel 2013 la Commissione europea aveva imposto restrizioni, in un bando parziale della durata di due anni sull’uso del fipronil, per contrastare la moria di insetti impollinatori e delle api. In particolare, a seguito di una valutazione condotta dell’Efsa (l’autorità Ue per la sicurezza alimentare) sul rischio per le api da fipronil, è stato proibito il suo impiego per la concia delle sementi, tranne che su semi
piantati in serre e su semi di porro, cipolla, scalogno e verdure della famiglia delle crocifere seminate nei campi e raccolte prima della fioritura.