Sempre meno aerei nei cieli Ue e compagnie sempre più a rischio: crisi senza precedenti

Bruxelles – Nubi sempre più nere minacciano le compagnie aeree di tutto il mondo. La Iata lancia un nuovo allarme: se le restrizioni per l’emergenza coronavirus dovessero continuare ancora, le compagnie rischiano di vedere i propri ricavi azzoppati da ingenti perdite. Senza un aiuto finanziario urgente da parte dei Governi, avverte l’associazione del trasporto aereo internazionale, sono a rischio i circa 2,7 milioni posti di lavoro delle compagnie. Le ultime analisi della Iata mostrano una situazione che si aggrava rapidamente: se queste restrizioni ai voli restassero in piedi per tre mesi, si avrebbe per i ricavi di quest’anno una perdita di 252 miliardi di dollari, con un calo del 44% rispetto al 2019, calcola l’associazione, che nella stima di inizio marzo (prima che i paesi introducessero queste restrizioni) aveva previsto una perdita di 113 miliardi di dollari. “Non sembrava possibile, ma in pochi giorni la crisi per le compagnie aeree è peggiorata in modo drammatico” e oggi “stanno lottando per la sopravvivenza in ogni angolo del mondo. Per loro ora è l’apocalisse”, è il grido d’allarme del direttore generale e ceo della Iata Alexandre de Juniac, che sollecita i Governi a fare tutto il possibile: il settore, calcola la Iata, avrà bisogno di almeno 200 miliardi di dollari. “C’è una piccola finestra che si restringe di giorno in giorno per fornire un aiuto finanziario ed evitare che una crisi finanziaria faccia chiudere il settore. Se non si agisce subito – avverte de Juniac – questa crisi rischia di diventare più lunga e dolorosa”.

In questo quadro, sono sempre meno i voli passeggeri che attraversano i cieli europei. La crisi del coronavirus e la conseguente drastica riduzione delle attività delle compagnie aeree ha fatto sì che il 23 marzo siano decollati o atterrati appena 5.815 velivoli, il 79% in meno rispetto allo stesso giorno di un anno prima (dati Eurocontrol) . Nell’ultima settimana il traffico aereo è ulteriormente peggiorato sfondando la soglia del -80%.

I principali aeroporti europei fanno tutti registrare un traffico al di sotto del 60% rispetto allo stesso periodo del 2019, con gli scali italiani tra i più colpiti: Roma-Fiumicino -87%, Milano-Malpensa -86%. Madrid in calo dell’80%, Monaco di Baviera -76% Barcellona -89%, e gli operatori aeroportuali europei  (Aci Europe) prevedono un calo del 7,5% del numero di passeggeri negli aeroporti europei entro il 2020, rispetto alla crescita del 2,3% prevista in precedenza.

A lanciare l’allarme sono anche le singole aviolinee, che intanto hanno intensificato le cancellazioni e registrano crolli in Borsa. Da British Airways che pianifica un taglio globale dei suoi voli di “almeno il 75%” ad aprile e maggio, ad Air France-KLM che prevede una riduzione delle attività tra il 70 e il 90% nei prossimi mesi, fino a Lufthansa che riduce la capacità sul lungo raggio fino al 90%. Soffrono anche le lowcost, con EasyJet che tratteggia un “futuro incerto per l’aviazione europea”, con un reale “rischio sopravvivenza” per le compagnie, e si prepara alla possibilità di mettere a terra la maggior parte degli aerei. E Ryanair che addirittura non esclude la completa messa a terra dei velivoli. Voli già sospesi per Austrian Airlines, compagnia austriaca del network Lufthansa. Situazione analoga negli Usa, con United Airlines, che ha annunciato la riduzione della sua capacità del 50% ad aprile e maggio.

 E dall’Europa agli Usa si moltiplicano le richieste ai governi di aiuti immediati per il settore:

  • L’Italia è corsa ai ripari prevedendo un fondo ad hoc per soccorrere le compagnie con una dotazione di600 milioni per il 2020. Il decreto Cura Italia dedica un articolo specifico alle misure urgenti per il trasporto aereo, prevedendo per le compagnie misure di compensazione dei danni subiti per il coronavirus.
  • La Commissione Ue  ha garantito massima flessibilità sugli aiuti di Stato per le compagnie aeree e si è impegnata a sospendere gli obblighi di utilizzo dell’80% degli slotper mantenerli l’anno successivo.
  • Negli Usa le compagnie puntano ad almeno 50 miliardi di dollari di assistenza finanziaria da parte del governo. Aiuti che, hanno spiegato alcune fonti al Wall Street Journal, sono al momento allo studio: fra le possibilità, prestiti e sgravi fiscali. Gli Stati Uniti sosterranno le compagnie aeree “al 100%”, ha assicurato Donald Trump, al quale si sono rivolti anche gli aeroporti americani chiedendo aiuti per 10 miliardi di dollari.