Previsioni economiche d’inverno: Italia resta ultima in Ue per Pil anche nel 2018-2019

Bruxelles –  L’Italia resta ultima tra i 27 Paesi Ue per la crescita, nonostante la revisione al rialzo delle stime del Pil rese note oggi. Confermata fanalino di coda dei 28 nel 2017 con 1,5%, nel 2018 e nel 2019, con rispettivamente l’1,5% e l’1,2%, sarà di nuovo l’ultima della classe. Unico Paese a fare peggio, la Gran Bretagna. Anche a causa degli effetti della Brexit, Londra – che è ormai già considerata ‘fuori’ dalla Commissione Ue – registrerà una crescita del Pil nazionale dell’1,4% e dell’1,1% dopo l’1,8% del 2017. Persino la Grecia, per tutto l’arco temporale 2017-2019, fa meglio dell’Italia: dopo l’1,6% di aumento del Pil nel 2017, questo è previsto crescere al 2,5% sia per quest’anno che per il prossimo.

“Sebbene la ripresa in Italia stia diventando più autosostenuta, le prospettive di crescita restano moderate, dato il limitato potenziale di crescita dell’economia italiana”, scrive la Commissione Ue nelle previsioni economiche intermedie. I rischi al ribasso sono “largamente connessi all’ancora fragile stato del settore bancario italiano”. L’assunto, tuttavia, – precisa la commissione – è che le politiche non cambino, ovvero che l’Italia “prosegua con l’attuazione delle riforme pro-crescita già adottate e che continui politiche di bilancio prudenti”.

“La sola cosa che si aspettiamo dall’Italia è che mantenga il suo posto al centro dell’Eurozona e che faccia di tutto per ritrovare livelli di crescita più elevati”, ha detto il commissario agli affari economici Pierre Moscovici. “Riforme strutturali per rendere l’economia più solida e consolidamento necessario quando il debito è elevato” è il cammino sul quale, secondo il commissario, l’Italia deve proseguire.

L’Eurozona, nel frattempo, nel 2017 è cresciuta più del previsto: +2,4%, invece del +2,2% stimato a novembre, e acquista il “passo più spedito da un decennio”, scrive la Commissione Ue. Anche le stime per 2018 e il 2019 vengono viste al rialzo: da 2,1% a 2,3%, e da 1,9% a 2%. “Un’espansione solida e duratura” secondo Bruxelles, frutto di “un forte slancio ciclico, dove il mercato del lavoro continua a migliorare” e “l’attività globale e il commercio crescono più del previsto”. “L’economia dell’Ue è entrata nel 2018 con una salute robusta, la zona euro vede tassi di crescita mai visti prima della crisi, disoccupazione e deficit continuano a scendere e alla fine gli investimenti stanno risalendo in modo significativo”, ha detto Moscovici. “La crescita è anche più bilanciata di una decennio fa, e posto che continuiamo con le riforme strutturali intelligenti e e politiche di bilancio responsabili, potrà essere anche più duratura”, ha aggiunto. Per la zona euro, sottolinea la Commissione, restano comunque “i rischi al ribasso collegati all’esito incerto dei negoziati sulla Brexit”.

Per quanto riguarda l’inflazione, sempre secondo le stime Ue, in Italia si assesta a 1,3% nel 2017 e 2018, e sale a 1,5% nel 2019. Nella zona euro “resta sommessa” all’1,5% nel 2017-2018, e all’1,6% nel 2019, visto che “il ristagno del mercato del lavoro recede solo lentamente e la pressione degli stipendi resta contenuta”.