Ok Ue al contratto con Pfizer-BioNtech, i primi vaccini entro il 2020

BRUXELLES – Bruxelles ha dato il via libera all’acquisto fino a 300 milioni di dosi del vaccino Pfizer-BioNtech contro il Covid, e ora spera di poter far arrivare le prime forniture entro fine anno. Anche se la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides ci ha tenuto a precisare che non ci saranno scorciatoie. Il vaccino dovrà superare tutte le fasi della procedura di autorizzazione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) prima dell’utilizzo. “La sicurezza per noi è fondamentale, e non c’è motivo per essere scettici – ha insistito Kyriakides -. I tempi sono rapidi perché sono stati fatti moltissimi investimenti e sono state sfruttate al massimo tutte le tecnologie. Le verifiche saranno rigorose”.

I 27 Stati avranno tutti accesso immediato alla prima tranche di dosi e ne riceveranno in base alla popolazione. All’Italia andrà il 13,5% del totale, terza dopo Germania (18,6%) e Francia (15%). Per le somministrazioni verrà data priorità al personale sanitario, agli anziani, a chi presenta patologie pregresse, secondo i piani che ogni Paese sta mettendo a punto. Sono già 21 le strategie nazionali arrivate alla Commissione europea, che auspica di poterle avere tutte e 27 a strettissimo giro. Tra quelle giunte a destinazione, c’è anche il piano dell’Italia.

D’altra parte il contratto Pfizer-BioNtech è il quarto che Bruxelles chiude, dopo quelli con AstraZeneca, Sanofi-GSK, e Janssen Pharmaceutica. La strategia è infatti avere un ventaglio di possibilità per vaccini che siano prodotti in Europa. E la gara resta aperta. “Nello scenario migliore l’autorizzazione d’emergenza della Food and Drug administration Usa potrebbe arrivare anche a metà dicembre”, spiega il fondatore e amministratore delegato turco-tedesco della società BioNtech, Ugur Sahin, il cui vaccino è valido al 90% secondo i test. Il processo di autorizzazione procede in parallelo negli Stati Uniti e in Europa. “Abbiamo già inviato una grande quantità di documenti all’Ema – rassicura Sahin – e i funzionari hanno già fatto i loro commenti. Nelle prossime due-tre settimane pianifichiamo di consegnare anche i dati sull’efficacia”.

Intanto Mosca rilancia con lo Sputnik V, “efficace al 92%”. Secondo il ministero della Salute russo, i risultati mostrano che “20 dei 16mila volontari che hanno ricevuto entrambe le dosi del vaccino o del placebo hanno contratto il virus. La suddivisione tra quanti erano stati vaccinati e quanti invece avevano ricevuto il placebo indica che il tasso di efficacia è stato del 92% dopo la seconda dose”. Infine l’agenzia nazionale per la sorveglianza sanitaria del Brasile ha autorizzato la ripresa dei test sul vaccino messo a punto dal laboratorio cinese Sinovach Biotech. Gli esperimenti erano stati sospesi lunedì dopo la morte di un volontario, ma dalle verifiche è emerso che l’uomo si era suicidato. La corsa contro il tempo continua, nella speranza di un risultato entro l’anno.