Italiani diffidenti sui social ma sempre connessi, 30% famiglie però senza Internet

Roma – “Sempre connesso e con lo smartphone in mano, non si fida di come i social network gestiscono i suoi dati, eppure fa poco per tutelare la sua privacy online: è il ritratto dell’internauta italiano, attivo su chat, email e reti sociali dal mattino a notte fonda, ma non disposto a pagare per usare questi servizi. A delinearne il profilo, il rapporto Agi-Censis 2018, presentato alla Camera dei deputati in occasione dell’Internet Day, in cui il ministro Di Maio ha parlato di connessione ad Internet come “diritto primario” sottolineando che lo Stato deve fornire “gratis una connessione di almeno mezz’ora al giorno a chi non può permettersela”. Secondo i dati Istat, la percentuale delle famiglie che dispongono dell’accesso a internet dal 2005 al 2016 è stata in costante aumento,  facendo segnare un +16,8% dal 2010 (quando erano il 52,4%) al 2016 (69,2). Ancora oltre il 30% delle famiglie italiane però non ha accesso al web.

ITALIANI CONNESSI – In base alla ricerca il 61,7% degli italiani connessi usa lo smartphone o il tablet a letto, uno su tre (34%) smanetta sul cellulare a tavola e il 14% ammette di navigare o scambiarsi messaggi anche quando guida. Tre su quattro si collegano a internet poco prima di addormentarsi, mentre il 63% accede ai social poco dopo il risveglio. Uno su cinque ha la sensazione che internet gli induca una dipendenza, e tre su cinque dichiarano di aver riflettuto sull’uso eccessivo del mezzo, ma solo il 28% ha messo un freno al tempo passato online. Sempre stando all’indagine, condotta a maggio, quasi il 70% degli italiani non si fida della gestione dei dati personali da parte dei social. Sul dato potrebbe incidere il recente caso di Cambridge Analytica, accusata di aver sottratto i dati di 87 milioni di utenti di Facebook. Dopo lo scandalo, quasi la metà degli iscritti dice di essere intervenuta modificando i propri comportamenti e le condizioni della privacy, e il 2,7% ha cancellato il suo profilo. Nonostante la sfiducia, solo un internauta su tre afferma di leggere le informazioni sulla privacy e di agire di conseguenza. Il fatto di essere identificabili e tracciabili in rete, d’altro canto, non preoccupa. Per il 65,8% è infatti il prezzo inevitabile della rete globale. Sempre in tema social, gli italiani sembrano stufi di fake news, finti account e comportamenti scorretti all’ombra dall’anonimato: il 76,8% sarebbe favorevole all’introduzione dell’obbligo di fornire un documento di identità per iscriversi a una rete sociale. Malgrado il fastidio per le false identità, il 61% fa un uso continuativo dei social nel corso della giornata, il 73% usa le chat da mane a sera e il 65% scambia mail, mentre solo il 3,7% non usa mai le chat, lo 0,8% le email e il 6,4% i social. La situazione però cambierebbe se tutto ciò non fosse gratis: l’introduzione di una tariffa determinerebbe l’abbandono di circa due terzi degli utenti.