L’Ue vuole l’ingresso dei Balcani ma in tempi lunghi

Sofia – Sostegno inequivocabile alla prospettiva europea della regione dei Balcani occidentali, ma non con un’adesione rapida, mentre allo stesso tempo occorre investire nelle infrastrutture e nel digitale. È questo, in sintesi, l’esito del vertice tra i leader Ue e i Paesi della regione balcanica che si è svolto al gran completo a Sofia, quindici anni dopo il summit di Salonicco. Assente solamente il premier spagnolo Mariano Rajoy. I Ventotto – si legge nella dichiarazione finale sottoscritta da tutti i leader Ue (Spagna compresa) – “confermano il loro sostegno inequivocabile alla prospettiva europea della regione” e sono “determinati a intensificare il loro impegno” per sostenere i governi locali. Ma allo stesso tempo i leader europei non hanno nascosto una certa diffidenza ad un rapido allargamento della Ue. Tra gli altri punti, l’intensificazione della collaborazione in materia di lotta contro il terrorismo e la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento. Non da ultimo il rafforzamento della cooperazione in materia di gestione della migrazione e delle frontiere.

Infrastrutture e digitale sono i pilastri con cui l’Unione europea vuole avvicinare i sei Paesi dei Balcani occidentali e farli avanzare nel loro percorso di integrazione europea. Nel nuovo pacchetto adottato a Sofia, l’Ue ha annunciato 190 milioni per 11 iniziative che riguardano trasporti ed energia. Si va da progetti come l’interconnettore di gas tra Serbia e Bulgaria, alla costruzione della ‘autostrada blu’ e della ‘autostrada della Pace’ (Nis-Pristina), con l’ambizione più ampia di completare un’Unione energetica e dei trasporti capace di connettere i sei Paesi della regione, e sviluppare lo spazio economico interno annunciato nel luglio 2017. Altri 30 milioni andranno poi all’assistenza digitale, che punta a varare un’agenda per l’abbassamento dei costi di roaming, – in ritardo rispetto alle prime intenzioni dell’Ue – e a sviluppare la banda larga nella regione.

Una nota speciale dai leader Ue è dedicata ai giovani dei Balcani: l’impegno è di raddoppiare il finanziamento Erasmus+ per la regione e promuovere politiche capaci di frenare la fuga di cervelli.