L’Isis arruola sempre più donne in Ue, rischi su attacchi con droni esplosivi

Bruxelles – Le donne hanno assunto ruoli sempre più operativi nelle attività terroristiche jihadiste in Europa, così come anche i bambini o i giovani adulti. A dirlo è il rapporto 2017 sul terrorismo di Europol, che evidenzia come una persona su quattro (26%) tra quelle arrestate nel 2016 erano donne: “un importante aumento”, se comparato al 18% del 2015. Inoltre, nonostante una diminuzione delle partenze verso le aree di crisi, la Gran Bretagna ha segnalato un aumento nel numero di donne, famiglie e minori impegnati nel conflitto in Iraq e Siria, mentre l’Olanda ha evidenziato che oltre 40 bambini (fino a 12 anni) sono andati nelle zone di conflitto.

In Italia, l’ultimo caso di una donna combattente è avvenuto a Garbagna, vicino a Tortona, in provincia di Alessandria. Lara Bombonati, 26 anni, è stata infatti arrestata con l’accusa di terrorismo internazionale la notte tra il 22 e il 23 giugno dalla Digos delle Questure di Torino e Alessandria. Secondo la Procura di Torino, la donna è una foreign fighter con presunti legami con le milizie jihadiste di Jabhat Fateh Al-Sham, per le quali avrebbe fatto da staffetta tra la Turchia e la Siria. Il marito, Francesco Cascio, convertitosi all’Islam dopo il matrimonio, è morto lo scorso 26 dicembre durante una non meglio precisata “irruzione armata” in un campo di addestramento in Siria, spinto dalla stessa donna “a fare il proprio dovere e ad andare a sparare”.

L’Europa deve affrontare il rischio di attentati jihadisti con droni esplosivi. Europol mette in guardia sull’evenienza che la tecnica dei droni esplosivi, in uso nelle crisi in Iraq e Siria, “possa ispirare altri” arrivando anche in Europa. C’è inoltre preoccupazione per possibili attacchi con armi chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari. L’Isis, nella sua propaganda online nel 2016, ha sollecitato a queste azioni, condividendo tattiche (era stata diffusa anche una guida sull’estrazione della tossina della ricina) e obiettivi.

Uno dei nuovi elementi di cui si è arricchita la propaganda del Califfato nel 2016, rileva il rapporto, è che “in caso di sconfitta in Siria e Iraq, l’Isis chiede ai propri affiliati, in altre aree geografiche, di portare avanti la lotta”. Parlando dunque di chi, nella pratica, compie gli attentati, i dati rivelano che sono 7.670 i nomi di foreign fighter di Paesi Ue sulla lista nera della Turchia. La minaccia del terrorismo, col rientro massiccio dei combattenti da Iraq e Siria, è più alta “se, come sembra, l’Isis sarà sconfitto”.

Nel 2016 sono state 135 le vittime di attentati jihadisti nell’Ue, mentre gli attacchi registrati sono stati 13 (5 in Francia; 4 in Belgio; e 4 in Germania), 10 di questi portati a compimento. Gli arresti per presunti crimini connessi al terrorismo islamista nel 2016 sono stati 718, soprattutto in Francia (429), dove sono aumentati per il terzo anno di seguito.