Le risorse della Terra sono esaurite il 2 agosto

Roma – E’ il 2 agosto il cosiddetto Earth Overshoot Day, il Giorno del superamento delle risorse della Terra, la giornata in cui l’umanità avrà usato l’intero ‘budget’ annuale di risorse naturali. Lo ricorda la Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition (Bcfn) nel precisare che il Global Footprint Network ha stimato che per soddisfare il fabbisogno attuale di risorse naturali avremmo bisogno di 1,7 Pianeti Terra.

Negli ultimi 30 anni, il superamento delle risorse della terra si è verificato ogni anno sempre più rapidamente: nel 1987 la Terra restava senza risorse per 12 giorni all’anno (l’Overshoot Day ricorreva il 19 dicembre), mentre oggi, prima dell’inizio di un nuovo anno e di un nuovo conto alla rovescia, ci sono ancora 151 giorni da affrontare a risorse esaurite.

Il cibo, sottolinea Bcfn, produce il 26% dell’impronta ecologica globale, eppure se si dimezzasse lo spreco alimentare, si mangiassero alimenti a basso contenuto proteico con una dieta adeguata in termini di calorie assunte, si potrebbe ridurre l’impronta ecologica globale del 22%, spostando la data del prossimo overshoot day di ben 42 giorni.

In Italia si spreca il 35% dei prodotti freschi (latticini, carne, pesce), il 19% del pane e il 16% di frutta e verdura prodotti. Ma l’impatto sulla terra che viene generato da questo spreco non si ferma alla produzione di anidride carbonica, perché determina anche una perdita di 1.226 milioni di ml l’anno di acqua (pari al 2,5% dell’intera portata annua del fiume Po) e produce l’immissione nell’ambiente di 24,5 milioni di tonnellate CO2 l’anno, di cui 14,3 milioni dovuti agli sprechi domestici. L’assorbimento della sola CO2 prodotta dallo spreco domestico in Italia richiede una superficie boschiva maggiore di quella presente in Lombardia.

Secondo l’analisi del Food Sustainability Index, l’indice creato da Fondazione Barilla e The Economist Intelligence Unit, la Francia, grazie alle sue innovative politiche contro lo spreco, è il Paese al mondo che produce il ‘cibo più buono’ sulla base di 3 elementi: agricoltura sostenibile; alimentazione; spreco alimentare. Seguono Giappone e Canada.