L’accordo Ue sui migranti: dai nuovi centri ai confini esterni, i principali punti

Bruxelles – Sono 12 i punti del documento adottato dai capi di Stato e di governo dell’Ue sui migranti. La questione, si sottolinea, è “una sfida, non solo per il singolo Stato membro, ma per l’Europa tutta” e il “buon funzionamento della politica dell’Unione presuppone un approccio globale che combini un controllo più efficace delle frontiere esterne, il rafforzamento dell’azione esterna e la dimensione interna”.

  • MEDITERRANEO CENTRALE: su questa rotta, recita il testo, dovrebbero essere maggiormente intensificati gli sforzi per porre fine alle attività dei trafficanti dalla Libia o da altri Paesi. L’Ue “resterà al fianco dell’Italia e degli altri Stati membri in prima linea a tale riguardo”. Previsto inoltre un maggiore sostegno a favore della regione del Sahel, della guardia costiera libica, delle comunità costiere e meridionali.
  • PIATTAFORME: Occorre un nuovo approccio allo sbarco di chi viene salvato in operazioni di ricerca e soccorso, basato su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri. Consiglio e Commissione devono esaminare rapidamente il concetto di piattaforme di sbarco regionali, in stretta cooperazione con i Paesi terzi interessati e con l’Unhcr e l’Oim. Tali piattaforme dovrebbero agire operando distinzioni tra i singoli casi, nel pieno rispetto del diritto internazionale. Nel territorio dell’Ue coloro che vengono salvati dovrebbero essere presi in carico sulla base di uno sforzo condiviso e trasferiti in centri sorvegliati istituiti negli Stati membri, unicamente su base volontaria. L’obiettivo è distinguere i migranti irregolari, che saranno rimpatriati, dalle persone bisognose di protezione internazionale. Tutte le misure nel contesto di questi centri sorvegliati, ricollocazione e reinsediamento compresi, saranno attuate “su base volontaria”, lasciando impregiudicata la riforma di Dublino.
  • PARTENARIATO CON L’AFRICA: Per affrontare alla radice il problema della migrazione è necessario un partenariato con l’Africa volto a una trasformazione socioeconomica sostanziale del continente africano. Sancito il trasferimento al Fondo fiduciario dell’Ue per l’Africa di 500 milioni di euro dal fondo europeo di sviluppo.
  • FRONTIERE ESTERNE: Gli Stati membri devono assicurare il controllo efficace delle frontiere esterne dell’Ue con il sostegno finanziario e materiale dell’Unione. Necessario anche intensificare il rimpatrio dei migranti irregolari. Riguardo a entrambi gli aspetti, il ruolo di sostegno svolto da Frontex dovrebbe essere ulteriormente potenziato.
  • MOVIMENTI SECONDARI: Per quanto concerne la situazione all’interno dell’Ue, questi movimenti rischiano di compromettere l’integrità del sistema europeo comune di asilo e di Schengen. Gli Stati membri dovrebbero adottare tutte le misure legislative e amministrative interne necessarie per contrastarli.
  • SISTEMA DI ASILO: E’ necessario trovare un consenso sul regolamento Dublino per riformarlo sulla base di un equilibrio tra responsabilità e solidarietà.7