In Francia le città con Macron, gli esclusi votano Le Pen

Parigi – Emmanuel Macron e Marine Le Pen ridisegnano la geografia politica della Francia. Al primo turno delle elezioni presidenziali francesi, il candidato centrista del partito En Marche! ha ottenuto il 24,01% dei consensi contro il 21,30% della leader di estrema destra. Per la prima volta nella storia della Quinta Repubblica in Francia, nessuno dei due candidati dei grandi partiti di centrosinistra – i socialisti – e di centrodestra – i Républicains – va al ballottaggio per l’Eliseo. La République appare oggi quasi spaccata da una linea retta est-ovest, da Le Mans a Montpellier. Tutto quello che è all’ovest di questa direttrice ha scelto in maggioranza Macron, il candidato della globalizzazione e dell’Europa felice. L’est, al contrario, è ampiamente dominato da Le Pen, che promette un futuro migliore con il ritorno del protezionismo e la chiusura delle frontiere di Schengen.

Due mondi opposti, da una parte i beneficiari del mondo globale, quello dei grandi centri come Parigi o Lione, di internet, dei viaggi e del business internazionale. Dall’altra la Francia profonda degli esclusi, le campagne, le piccole cittadine segnate dalla disoccupazione e dalla chiusura dei negozi, schiacciate dalla crisi e dalla concorrenza internazionale. Il Front National ha fatto registrare un boom anche tra operai e disoccupati (secondo un sondaggio Opinionway, il 39,7% degli operai ha votato Le Pen, solo il 13,4% Macron; tra i disoccupati il Fn ha il 29,9% delle preferenze, Macron il 17,9%), mentre i dirigenti (al 33%), le start-up e le attività produttive impiantate nelle grandi metropoli collegate con l’Europa e il resto del mondo sceglie il leader di ‘En Marche!’.

Rispetto al voto del 2012, Macron ha ereditato la cartina geografica del Partito socialista, per ampliarla in alcuni casi. Ai tempi della vittoria di Francois Hollande, i bastioni della gauche furono il sud-ovest, il centro, ma anche la Bretagna e parte del Nord.

Secondo Vincent Martigy, ricercatore all’Ecole Polytechnique, “emerge chiaramente che una parte cospicua dei simpatizzanti socialisti si sia spostato da Benoit Hamon (il candidato ufficiale eletto alle primarie dle Ps) ad Emmanuel Macron”. Ma il paladino dell’euro è riuscito anche ad ampliare la sua influenza nella regione di Lione, anche grazie al sindaco Gerard Collomb, tra i primi a sostenerlo. Un’opera di persuasione che sembra aver raggiunto il suo obiettivo anche in dipartimenti non lontani dalla seconda città di Francia, come l’Isere o le Hautes- Alpes.

Quanto al Front National, è andato progressivamente a conquistare i territori perduti della République, il radicamento di Marine Le Pen è fortissimo nel nord in crisi post-industriale e in Provence-Alpes-Cote d’Azur, regione decisamente più ricca, dove attecchiscono di più i temi legati alla sicurezza e all’immigrazione. La candidata del Front National esce invece umiliata dalla sfida di Parigi, ‘città-mondo’, dove ottiene i peggiori risultati: nella capitale Macron ha fatto il pieno con il 3,83% dei voti, Fillon ha ottenuto il 26,45%, mentre Le Pen, ultima, solo il 4,99%. E anche i pensionati, in tutto il Paese, non si sono fatti incantare dalle sirene frontiste: sempre secondo i dati di Opinionway, in testa c’è Fillon (35,3%), Macron secondo al 27,1%, solo terza Le Pen con il 12,6%.