Il Regno Unito e l’immigrazione dopo la Brexit, visti di lavoro limitati a 1 anno

Roma – Talento e competenze, ma a tempo determinato. Sono questi i criteri con i quali la Gran Bretagna deciderà chi accogliere e chi respingere dopo la Brexit, senza prendere in considerazione il paese d’origine e senza nessuna corsia preferenziale per i cittadini dell’Unione europea. Nell’ultimo tribolato question-time del 2018, la premier Theresa May e il ministro degli Interni Sajid Javid hanno presentato il tanto atteso ‘libro bianco’ sull’immigrazione e delineato il nuovo regime di ingressi che entrerà in vigore al termine del periodo di transizione nel 2021. L’obiettivo di Downing Street, e probabilmente anche di tutti i britannici che hanno votato a favore del divorzio da Bruxelles, è ridurre drasticamente il numero di arrivi nel Regno Unito da 100.000 a qualche decine di migliaia l’anno, come ha ribadito in giornata la primo ministro. Giro di vite quindi sui migranti economici con l’introduzione del visto di un solo anno per i lavoratori poco qualificati e di cinque per quelli specializzati, a condizione che dimostrino di guadagnare uno stipendio non inferiore alle 30.000 sterline annue (circa 35.000 euro). In entrambi i casi, inoltre, si dovrà già avere un impiego prima di partire ed essere “sponsorizzati” dal proprio datore di lavoro. Sulla soglia minima del salario, oggetto di un’aspra discussione all’interno del governo May e tra le cause dell’estremo ritardo con cui è stato pubblicato il ‘White Paper’, il ministro degli Interni oggi ha assicurato che non c’è ancora nulla di definitivo. Da alcuni settori che non possono fare a meno di lavoratori stranieri, il sistema sanitario nazionale in prima fila, la soglia è stata giudicata troppo alta, considerato che un’infermiera guadagna in media 23.000 sterline l’anno e i giovani medici 27.000.

Parziali buone notizie per i ragazzi, tra i quali tantissimi italiani, che vogliono ancora studiare in Gran Bretagna. Non è stato fissato un limite al numero di immatricolazioni di allievi stranieri, tuttavia dopo il master o la laurea si avranno solo sei mesi di tempo per trovare un impiego permanente. A chi ottiene un Phd sarà concesso un anno. I turisti provenienti dall’Ue, infine, non avranno bisogno di alcun visto. E le nuove misure non saranno applicate ai cittadini europei che già risiedono nel Regno Unito. Anche nel caso di ‘no deal’, ha rassicurato May. E mentre a Westminster si discuteva sul futuro dei migranti nel Regno Unito, a Bruxelles si delineava il futuro dei britannici in Europa nel caso di un mancato accordo. Quattordici misure che riguardano molti aspetti cruciali dei rapporti tra la Gran Bretagna e l’Ue, in particolare per il funzionamento dei servizi finanziari, del trasporto aereo e di quello terrestre e delle dogane.