In Gran Bretagna il terrorismo islamico ha fatto meno vittime dell’Ira

Roma – Con il terzo attentato in soli tre mesi al London Bridge e al Borough Market, e cinque piani di attacchi sventati da marzo 2017, la Gran Bretagna è al centro degli attacchi dell’Isis in Occidente. I dati del Global Terrorism Database dimostrano però che il terrorismo nel Regno Unito uccide meno persone oggi rispetto al passato. Dal 2000 al 2015, sono morte 90 persone in attacchi terroristici di matrice jihadista, con una media di 5,6 vittime l’anno.

Dal 1970 al 2000, le vittime sono state 3.000, una media di 110 l’anno. Molte di queste persone sono morte per mano dell’Ira, l’Esercito repubblicano irlandese clandestino protagonista a più riprese della lotta armata per l’indipendenza dalla sovranità del Regno Unito dell’Irlanda del Nord, il luogo che conta più vittime a causa del terrorismo.

Attualmente in Gran Bretagna sono 3.000 le persone considerate potenziali minacce terroristiche e altre 20.000 sono considerate un “rischio residuale”. A questi numeri si devono aggiungere quelli delle forze in campo per fronteggiare il pericolo. Solo 126.000 agenti in Inghilterra e Galles, 20.000 in meno rispetto a prima che Theresa May diventasse ministro degli Interni.

Occorre un team di almeno 60 persone per sorvegliare un sospetto 24 ore su 24. Per tenere sotto controllo tutti gli estremisti islamici in Gran Bretagna servirebbero 180.000 persone, più di tutta la polizia e l’MI5 (il servizio di sicurezza interno, noto come Military Intelligence, Sezione 5) insieme.