Europee: la Lega cresce ancora, Orban scuote il Ppe

Bruxelles – La Lega continua a salire nei sondaggi sul voto per le europee di maggio mentre l’ingombrante presenza del leader ungherese Viktor Orban rischia di spaccare un Ppe già alle prese con un calo dei consensi. Un trend, quello del Ppe, che stando alle ultime proiezioni dell’Eurocamera investe anche la seconda grande famiglia europea, i socialisti. Intanto si conferma la crescita degli euroscettici del gruppo Enf anche grazie alla performance della Lega, sempre più primo partito italiano e secondo in Ue dopo la Cdu-Csu tedesca. Le previsioni dell’Eurocamera, basate sui sondaggi nazionali, non cambiano di molto le proiezioni del 18 febbraio e disegnano una Parlamento europeo politicamente più frammentato dove Ppe e S&D perderebbero la maggioranza assoluta: rispettivamente con 36 e 51 seggi in meno rispetto al 2014, mentre rispetto alle precedenti proiezioni il Ppe ha un leggero calo e gli S&D tengono. Ciò li porterebbe a cercare l’aiuto dei Liberali dell’Alde stimati al terzo posto e seguiti dai conservatori Ecr, orfani quest’ultimi dei conservatori britannici per la Brexit. In questo contesto si inserisce l’avvicinamento all’Alde di Guy Verhofstadt di Emmanuel Macron, che otterrebbe più seggi (24) rispetto a Marine Le Pen (19). Un gioco di alleanze in chiave anti sovranista, vista l’avanzata degli euroscettici di Europa delle nazioni e Libertà che passerebbero da 37 a 59 eurodeputati. Nelle ultime proiezioni il M5S avrebbe 21 seggi, uno in meno rispetto alle rilevazione del 18 febbraio, ma ne guadagnerebbe 7 rispetto al 2014. Il Pd si attesta a 14 (26 nel 2014) e Forza Italia a 9 da 11. Buona la performance dei Verdi.

Uno scenario complessivo denso di incognite dove tutte le ipotesi restano aperte, anche quella di un allineamento dei Popolari più a destra. Una prospettiva che rischia però di dividere il partito su cui già pesa la possibile espulsione della sua componente ungherese. A non escludere tale ipotesi è stato il leader Ppe Manfred Weber lamentando la vicinanza tra Orban, Salvini e Kaczynski. “Non è la mia strada né quella del Ppe – ha detto allo Spiegel – prenderemo presto misure concrete”. Ma secondo gli analisti la cacciata del premier magiaro rischierebbe di rafforzare l’alleanza di Visegrad e le forze anti-Ue e andrebbe valutata attentamente. E dopo Fratelli d’Italia arriva oggi l’invito ad Orban ad unirsi al raggruppamento identitario e sovranista per cambiare “questa Unione Sovietica Europea” lanciato dalla capogruppo della Lega al Pe Mara Bizzotto. Intanto, mentre proseguono i valzer delle alleanze in vista del voto a maggio, l’Agenzia dell’Unione Europea per la cybersecurity (Enisa) lancia un monito ai Paesi Ue a vigilare con più attenzione su hacker e disinformazione.