Digital Day, intese Ue su e-Health e autostrade 5G, Italia dentro 

Bruxelles – La rivoluzione digitale e la realizzazione del mercato unico digitale Ue “non sono gratis”, quindi i Paesi europei devono metterci “soldoni” o l’Europa rischia di restare indietro. E’ il messaggio chiave lanciato dal vicepresidente della Commissione Ue AndrusAnsip al Digital Day 2018, che porta avanti il lavoro centrato su progetti concreti avviato l’anno scorso alla prima edizione tenutasi a Roma. Sono infatti state siglate una serie di intese tra la Commissione e buona parte degli stati membri Ue, tra cui anche l’Italia, per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, le tecnologie blockchain, l’e-health con la creazione della banca dati dei genomi, e le ‘autostrade 5G’ sui grandi assi di trasporto trans-europei tra cui il Brennero. “Abbiamo bisogno di soldoni”, ha detto Ansip “senza mezzi termini”, ricordando che l’Ue “fa quello che può” per quanto riguarda i fondi, dato che il suo bilancio complessivo è pari ad appena l’1% del pil europeo. Per questo, ha avvertito il vicepresidente della Commissione, “anche i governi nazionali e il settore privato devono contribuire” non solo con finanziamenti a breve termine ma “per il prossimo decennio”, se si vogliono realizzare i progetti che vanno dallo sviluppo della e-health alle autostrade connesse sino all’intelligenza artificiale, dai supercomputer sino alla cybersicurezza e alle tecnologie alla base delle valute virtuali ma anche della protezione dei dati come il blockchain. Altrimenti l’Europa resterà indietro rispetto ai competitor globali come Cina e Usa.

AUTOSTRADE 5G, ITALIA CON IL BRENNEROAnche l’Italia con il Brennero parteciperà al progetto Ue delle ‘autostrade 5G’ per la mobilità connessa e automatizzata. Si tratta dell’iniziativa lanciata a settembre dello scorso anno per una prima serie di corridoi di prova su larga scala per lo sviluppo delle tecnologie 5G che consentono tra l’altro la guida automatizzata di mezzi di trasporto pesanti come i camion. Trento, Bolzano e Sud Tirolo intendono quindi avviare questa cooperazione, aperta anche ad altri stati membri interessati, per il corridoio 5G dell’autostrada del Brennero, da cui transitano ogni anno 60 milioni di veicoli. Spagna e Portogallo hanno intanto formalmente già firmato oggi un memorandum d’intesa per testare la guida automatizzata tra Vigo e Porto e tra Evora e Mérida, mentre è stata avviata anche la collaborazione per la realizzazione del corridoio dei Balcani occidentali tra Bulgaria, Grecia e Serbia lungo l’asse Belgrado-Sofia-Salonicco. Tra le iniziative simili già avviate, quella tra Francia, Germania e Lussemburgo per il corridoio Lussemburgo-Metz-Merzig; quella tra Norvegia, Finlandia e Svezia con il corridoio E8 tra Tromso (Norvegia) e Ouolo (Finlandia) e l’E18 Helsinki-Stoccolma-Oslo. Infine, anche Belgio e Olanda con il corridoio Rotterdam-Anversa-Eindhoven.

“L’Italia”, si legge nella lettera di cui l’ANSA ha copia inviata dal ministro Delrio alla commissaria Ue al digitale Mariya Gabriel, “ha deciso di aderire all’iniziativa e, in seguito a contatti con Austria e Germania, vorrebbe presentare un nuovo progetto congiunto di corridoio transfrontaliero” che “sarebbe quello del Brennero, con un focus particolare sul traffico pesante”. La scelta del Brennero, spiega il ministro a Bruxelles, è dovuta al fatto che “la tratta in questione è altamente strategica e di particolare importanza per i collegamenti tra il sud e il nord dell’Europa” e per questo “sono già in corso contatti con Austria e Germania al fine di garantire il necessario coordinamento”. Questa iniziativa, spiega quindi Delrio, “ben si iscrive nei piani nazionali relativi alla banda ultralarga e al 5G per il quale il nostro Paese intende giocare un ruolo da capofila”. “L’Euregio Tirolo, Alto Adige, Trentino, appoggia” la proposta del ministro Delrio per il Brennero, si legge invece nella missiva a Bruxelles delle tre regioni firmata dal presidente dell’Euregio Arno Kompatscher, con gli “obiettivi di aumentare la sicurezza stradale transfrontaliera, nonché l’accesso, la qualità e la disponibilità dei dati e infine di dare la possibilità di testare connettività e nuove tecnologie digitali”.

INTESA ANCHE SU BANCA DATI EUROPEA DEL GENOMAL’Italia ha anche firmato, insieme ad altri 12 Paesi europei, l’intesa che porterà alla creazione di una banca dati europea del genoma, garantendo l’accesso transfrontaliero ai dati nazionali. Lo ha annunciato il ministro della salute Beatrice Lorenzin al Digital Day 2018 a Bruxelles, che fa seguito a quello tenutosi un anno fa a Roma, dove l’e-health è stato uno dei temi centrali. L’obiettivo del progetto Ue è di raggiungere un milione di genomi accessibili nell’Ue entro il 2022. La condivisione di maggiori dati sui geni umani migliorerà la comprensione e la prevenzione delle malattie, permettendo trattamenti medici personalizzati e prescrizioni mediche mirate, soprattutto per le malattie rare, cancro e malattie cerebrali.

“Abbiamo firmato questo impegno importantissimo, l’Italia si presenta all’appuntamento con le carte in regola”, ha sottolineato Lorenzin, ricordando l’Action Plan italiano per la genomica in cui “abbiamo investito tantissimo” anche con lo Human Technopole. Questo odierno a livello Ue “è un passaggio in più che ci permette la realizzazione di uno di questi nodi” ovvero proprio quello della “trasmissione dei dati e della banca dati per il loro utilizzo nella ricerca”.

L’Italia “è un buon esempio” in Europa in materia di e-health sul lavoro fatto in collaborazione tra il Ministero della sanità e gli istituti di ricerca nella raccolta dei dati relativi al genoma, alla loro archiviazione, compressione e futura utilizzazione tramite la medicina di precisione. E’ la fotografia tracciata con l’ANSA dal presidente della Compagnia di Sanpaolo Francesco Profumo, intervenuto al DigitalDay 2018 a Bruxelles. Per la fondazione bancaria si tratta di settore di attività con “un doppio interesse”, in quanto questa al momento è attiva nella ricerca finanziando l’IIGM, ma “in un futuro non così lontano è molto interessata anche a investire in attività di questo genere”. La Compagnia di Sanpaolo finanza inoltre le attività di ricerca legate alla compressione dei dati genomici: il genoma di una sola persona occupa infatti uno spazio enorme, da uno a tre terabytes. Sulla scia delle ricerche compiute dall’italiano Leonardo Chiariglione che hanno portato all’invenzione del formato Mpeg per dati audiovideo, oggi si sta lavorando sul formato Mpeg G per il genoma, in modo che i dati diventino trasferibili. “A questo punto – ha spiegato Profumo – ci sono tutte le condizioni perché il Paese si possa presentare con un’unica” interfaccia sul tema. Per questo “l’operazione fatta dal Ministero della salute insieme alle strutture di ricerca del nostro Paese è un buon esempio anche per altri”, e ora si può cominciare ad “accelerare il processo, per passare dal fare ricerca a una fase più operativa”. L’Italia, inoltre, “sta investendo risorse” anche nelle aree correlate delle tecnologie blockchain che garantiscono la sicurezza della trasmissione delle informazioni e della tutela dei dati personali, e questo “anche attraverso le relazioni con l’Europa”. Per questo, ha concluso Profumo in riferimento al cambio di governo, “ci auguriamo che nelle programmazioni future la politica segua le indicazioni di indirizzo dell’Europa”.

COLLABORAZIONE CON LA CINA – “La volontà di portare una risposta propriamente europea” nel settore digitale “non impedisce una cooperazione con i nostri partner internazionali” come la Cina, ha affermato la commissaria al digitale Mariya Gabriel in relazione ai grandi investimenti già messi in piedi da Pechino. “La nostra volontà è di far valere l’esperienza della ricerca europea, fondata sui valori, con l’obiettivo di fare in modo che l’Ue sia veramente leader nel settore”, ha spiegato la commissaria, “ma manteniamo il filo rosso della cooperazione con i nostri partner”, che anzi non potrà che “fortificare i frutti” del lavoro europeo.

“E’ molto positivo che l’Ue cominci a investire nell’intelligenza artificiale e in altri servizi come le tecnologie block-chain, ma è importante che in questa strategia rientri una maggiore cooperazione con la Cina”, ha detto il presidente di ChinaEU Luigi Gambardella. La Cina proprio negli scorsi giorni ha annunciato un fondo da un miliardo di euro solo per investire nella ricerca delle tecnologie block-chain, ben lontano dalle iniziative con molti meno fondi e più allo stato embrionale che si muovono in Europa. E si tratta solo di una delle molteplici iniziative lanciate da Pechino sul digitale negli ultimi mesi, con i progressi compiuti anche per esempio nel settore dell’e-health. Senza contare il potenziale di impatto di un mercato cinese di oltre un miliardo di persone. Da qui il monito del presidente di ChinaEU: “se vogliamo essere più efficaci ci vuole una strategia di cooperazione dell’Ue con la Cina e l’industria cinese, le aziende di entrambe le regioni potrebbero trarne benefici”.