Dallo scontro con l’Ue all’intesa, i 2 mesi sulle montagne russe tra Roma e Bruxelles

Bruxelles – Dalla presentazione a metà ottobre della prima versione della manovra di bilancio, all’accordo del 19 dicembre, sono passati due mesi di mercati sull’ottovolante e negoziati altalenanti. Di seguito le tappe del lungo braccio di ferro tra Roma e Bruxelles.

  • 15 OTTOBRE – L’Italia presenta il Documento programmatico di bilancio con il deficit al 2,4% e un deficit strutturale che peggiora di 1,2%, tanto che la Commissione rileva subito un “rischio serio” di non rispetto delle regole.
  • 18 OTTOBRE – Con una lettera durissima, Bruxelles illustra nel dettaglio la “deviazione senza precedenti nella storia del Patto di stabilità”, e chiede all’Italia di promettere, entro il 22 ottobre, che sarà cambiata. Lo stesso giorno il premier Conte, a Bruxelles per il vertice Ue, esclude modifiche: “Più passa il tempo e più mi convinco che la manovra è molto bella”, ha detto.
  • 23 OTTOBRE – Con una mossa senza precedenti la Ue boccia la manovra e ne chiede un’altra entro tre settimane.
  • 13 NOVEMBRE – L’Italia rinvia un testo che non cambia i saldi.
  • 21 NOVEMBRE – La Ue boccia anche la nuova versione e dichiara “giustificata” l’apertura di una procedura per debito.
  • 24 NOVEMBRE – Comincia il vero confronto politico: Juncker, Moscovici e Dombrovskis da una parte, Conte-Tria dall’altra, si vedono a cena nella sede della Commissione.
  • 30 NOVEMBRE – Conte e Tria rivedono Juncker e Moscovici al G20 di Buenos Aires, e per la prima volta non escludono di ritoccare il deficit. Il negoziato si sblocca e i tecnici si mettono al lavoro per trovare una soluzione buona per tutti.
  • 3 DICEMBRE – L’Eurogruppo appoggia la Commissione sia sul binario del negoziato sia su quello della procedura. Tria vede Dombrovskis, la Ue si rallegra delle intenzioni annunciate di ridurre il deficit, ma il ministro ammette che serve una decisione politica per fare gli sforzi richiesti.
  • 12 DICEMBRE – Conte e Tria tornano a Bruxelles per incontrare Juncker e i commissari, e consegnano loro il piano con un deficit nominale sceso al 2,04%. Parte una maratona negoziale che durerà tutto il weekend, che vede Tria confrontarsi sul piano tecnico con i commissari e i loro esperti, e Conte cercare sponde a livello politico a margine del vertice europeo del 13 e 14 dicembre.
  • 18 DICEMBRE – Da Roma arrivano le ultime misure che completano il quadro delle rassicurazioni per la Ue e consentono di concludere un accordo soddisfacente per entrambe le parti.
  • 19 DICEMBRE – Arriva ufficialmente l’ok all’intesa che evita al momento la procedura di infrazione all’Italia. Ma Bruxelles avverte che il via libera è “prudente e condizionato”.