Crisi Usa-Iran: cosa prevede lo storico patto siglato nel 2015, sempre più a rischio

Bruxelles – Le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran, con l’uccisione del massimo generale iraniano Qassem Soleimani ordinata dal presidente americano Donald Trump e la risposta di Teheran affidata a 22 missili sulle basi americane in Iraq di Erbil e al-Asad, rappresentano l’ultimo strappo sul nucleare. Nonostante i toni più cauti degli ultimi giorni da ambo le parti, Washington resta in trincea con Teheran e ha varato nuove sanzioni nei confronti dell’Iran dopo che Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che autorizza misure contro individui o entità operanti nel settori delle costruzioni, del manifatturiero, del tessile e in quello minerario. Quest’ultimo è il primo ad essere colpito, con acciaio e alluminio. Le nuove sanzioni, secondo Trump, “avranno un enorme impatto sull’economia dell’Iran” e taglieranno “sostanziali entrate che potrebbero essere usate per sostenere lo sviluppo del programma nucleare e missilistico, il terrorismo e i gruppi terroristici nella regione” da parte di Teheran, che resta “il principale sponsor mondiale del terrorismo”. L’obiettivo è negoziare una nuova intesa sul nucleare, ma Teheran pone come come condizioni la revoca delle sanzioni e il ritorno degli Usa all’accordo iniziale.

L’accordo sul nucleare iraniano fu firmato cinque anni fa con il fine di limitare e tenere sotto stretto controllo le attività della Repubblica islamica in campo atomico. Nel maggio del 2018 gli Usa sono usciti dall’intesa reintroducendo pesanti sanzioni economiche contro Teheran e, in risposta a questa decisione, l’Iran ha cominciato a ridurre gradualmente i suoi obblighi previsti dall’accordo.

Frutto di uno sforzo diplomatico durato 21 mesi, l’accordo è stato firmato a Vienna il 14 luglio 2015 dai ministri degli Esteri di Teheran, Pechino, Parigi, Berlino, Mosca, Londra, Washington e dall’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue. Il 20 luglio 2015 il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha adottato una risoluzione in cui ha recepito l’intesa con una cornice temporale decennale. Il 16 gennaio 2016 erano state rimosse le sanzioni economiche e finanziarie di Ue, Onu e Usa legate al nucleare, dopo che l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) aveva verificato il rispetto degli impegni da parte iraniana.

Ecco i punti chiave del documento di 100 pagine siglato nel 2015:

  • SCORTE DI URANIO ARRICCHITO – Entro il 2025 si dovrà scendere dai 10 mila chili in possesso nel 2015 dalle autorità di Teheran a 300 chili, con una riduzione del 98%. Prevista una moratoria di 15 anni sull’arricchimento dell’uranio al di sopra del 3,67%.
  • CENTRIFUGHE – Il loro numero sarà ridotto di due terzi, passando da 19 mila a poco piu’ di 5 mila. Di queste ultime oltre mille saranno riconvertite per la produzione di isotopi per uso medico, utilizzati soprattutto nella lotta contro il cancro.
  • ISPETTORI – Quelli dell’Aiea avranno accesso costante ai siti nucleari iraniani, anche quelli militari.
  • COMMISSIONE DI CONTROLLO – Un organo con tutti i membri dell’accordo, Iran compreso, ne monitora l’implementazione e si occupa di potenziali problemi e dispute. Il lavoro e’ coordinato dall’Alto rappresentante Ue.