Conti pubblici: è la Francia la più disobbidiente con l’Ue sul deficit

ROMA – Italia, Slovenia, Francia e Belgio hanno programmato per il 2018 una correzione dei conti inferiore a quanto concordato con l’Ue. Ma lo scettro di Paese più disubbidiente spetta alla Francia, che a fronte di un aggiustamento del deficit concordato a 0,6 punti di Pil, secondo i calcoli della Commissione, avrebbe programmato in realtà una correzione ”addirittura pari a zero”. E’ quanto emerge da una panoramica sui conti dei Paesi dell’area Euro realizzata in un ‘Focus’ dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio (Upb), l’authority indipendente sui conti pubblici, che ha esaminato i documenti presentati a Bruxelles. Che non nasconde anche una certa lentezza nella correzione dei conti dell’Italia, che procede ad un ritmo minore della media su molti parametri e che, soprattutto, rimane ”maglia nera” per il debito pubblico.

L’analisi comparata dei conti parte dall’esame che la commissione europea ha fatto dei documenti programmatici di bilancio (Dpb), presentati dai paesi dell’area dell’Euro per il 2018. La Commissione Europea, viene ricordato, ha applicato per la prima volta, chiarendo che varrà solo per il 2018, un proprio ”margine di discrezionalità” nel determinare l’aggiustamento strutturale richiesto ai Paesi, come Italia, Slovenia, Belgio e Francia’. L’allentamento – esaminata la situazione – è stato poi concesso solo a Italia e Slovenia.

Ma, a guardare il confronto Upb, gli altri due paesi si sarebbero fatti lo ”sconto” sul deficit da soli. “Resta il fatto – mette in risalto l’Upb – che per tutti questi Paesi l’aggiustamento programmatico indicato nei rispettivi Dbp per il 2018, ricalcolato dalla Commissione, è inferiore a quanto richiesto e addirittura pari a zero contro lo 0,6 punti percentuali nel caso della Francia”. Anche il Belgio si è dimezzato l’intervento a 0,3 punti, contro lo 0,6 previsto. Mentre l’Italia, a fronte degli 0,3 punti richiesti – secondo i calcoli della Commissione – avrebbe previsto un aggiustamento di 0,2 punti. Il decimale di differenza – va però ricordato – sarebbe dovuto per il Ministero dell’Economia a una diversa metodologia di calcolo.

L’Upb, comunque, dal confronto con gli altri Paesi, mette in risalto anche il diverso ritmo dell’aggiustamento dell’Italia. Sul debito pubblico, con un livello del 130% del Pil, si conferma ”maglia nera” e la riduzione del rapporto è pari all’1%, minore della media. Gli ultimi dati, inoltre, fotografano il debito pubblico italiano del terzo trimestre 2017 al 134,1%. Se si guarda il disavanzo strutturale, invece, nel 2018 quello italiano è previsto all’1,9%, sotto la media europea dell’1,1%. Ma anche l’obiettivo programmato per aggiungere l’Obiettivo di Medio Termine è ”meno ambizioso della media”. L’Italia risulta comunque avere un deficit migliore di altri. Ad esempio di Francia e Spagna che sono ancora alle prese con la soglia del 3% di deficit, sotto la quale Parigi si impegna a scendere nel 2017 e la Spagna – calcola la commissione Ue – potrebbe scendere nel 2018.