Brexit, anche per italiani obiettivo proteggere interessi Ue

Bruxelles – Anche per la stragrande maggioranza degli italiani, come per i cittadini degli altri principali Paesi Ue, l’obiettivo dei negoziati sulla Brexit deve essere la protezione a lungo termine degli interessi dei 27. Le priorità devono essere in particolare, secondo gli italiani, la tutela dell’economia, lo sviluppo dei mercati finanziari, uguali diritti per i cittadini, e il saldo del ‘conto’ che la Gran Bretagna deve all’Ue. E’ quanto emerge da un sondaggio realizzato per il Gruppo Ppe all’Europarlamento dalla società Red C tra aprile e maggio, su un campione di circa mille persone maggiorenni in Italia, Francia, Germania, Spagna, Olanda, Irlanda, Polonia, Romania e Svezia.

I cittadini europei come quelli italiani sono sulla stessa lunghezza d’onda nei confronti dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue: la priorità per il 78% di entrambi (e rispettivamente per l’81% e il 74% degli elettori europei ed italiani del Ppe) è difendere chi resta, mentre solo per il 22% sia di europei che di italiani dovrebbe essere la definizione della relazione futura con Londra. Gli spagnoli ne sono i più convinti (solo l’11% guarda al futuro come priorità), mentre i francesi e gli svedesi i meno (rispettivamente per il 31% e 29% l’obiettivo numero uno devono essere i nuovi rapporti).

Sul fronte dei negoziati ciò che deve essere prioritario, secondo gli intervistati italiani, sono la tutela dell’economia (94%, europei 92%), lo sviluppo dei mercati finanziari (94%, europei 91%), uguali diritti per i cittadini evitando che ci siano persone di ‘serie B’ (93%, europei 87%), e il pagamento della ‘fattura’ che la Gran Bretagna deve all’Ue (91%, europei 88%).

Dopo la Brexit, invece, secondo il 97% degli intervistati italiani (94% degli europei) l’Ue si dovrà concentrare soprattutto sulla crescita, poi su stabilità finanziaria (96% contro 93%), lotta al terrorismo (94% contro 92%), ricerca e innovazione (93% contro 90%), protezione contro la globalizzazione (92% contro 89%), difesa e sicurezza (90% contro 85%).