Allarme Europol, aumentano le donne europee arruolate nel ‘Califfato’

L’Aja – Sempre più europee scelgono di unirsi ai terroristi del califfato in Siria e Iraq. Il dato allarmante emerge da un rapporto Europol sul terrorismo del 2016, secondo il quale circa il 40% del totale dei ‘fighters’ che si stima siano partiti dall’Olanda sono di sesso femminile, mentre da Finlandia e Germania sono il 20%. I numeri vengono descritti in crescita anche da Svizzera, Belgio e Gran Bretagna. Mentre in Spagna si segnala in aumento il numero delle donne arrestate mentre tentavano di raggiungere le zone di conflitto, o coinvolte nei reclutamenti.

E sebbene le donne, con grande probabilità, non prendano parte ai combattimenti in prima linea, di certo vengono addestrate all’uso delle armi. “Il loro ruolo – mette in guardia Europol – potrebbe cambiare nel futuro, con conseguenze sulla natura e l’impatto delle operazioni dell’Isis in Europa”. Daesh “le potrebbe stare già utilizzando come kamikaze”, avverte.

La maggior parte delle donne che raggiungono il Califfato si sposa e ha figli subito dopo l’arrivo nei territori occupati dall’Isis, e i dati suggeriscono che per loro è molto difficile tornare in Europa.

A destare “particolare preoccupazione” sono i figli di queste coppie (sono una settantina, ad esempio, i minori olandesi che si trovano in Siria e Iraq) desensibilizzati alla violenza e indottrinati all’odio per l’Occidente, destinati diventare la nuova generazione di mujaheddin, pronti a mettere a repentaglio la sicurezza del Vecchio continente, come più volte evidenziato dalla propaganda dei seguaci di al-Baghdadi. Ma come evidenza Quillam, uno dei maggiori think thank per la lotta al terrorismo, bambini e adolescenti si prestano meglio degli adulti anche a essere utilizzati come kamikaze, perché meno paurosi, e privi di strumenti di analisi basati su esperienze precedenti.

Prima di partire, molte donne hanno dato prova di essere abili nella raccolta di fondi e nel radicalizzare e reclutare sia online, che tra familiari e amici. La propaganda jihadista le convince a partire da sole, anche senza un ‘wali’, un ‘guardiano’, ma quando una donna entra nei territori occupati dall’Isis la sua autonomia viene immediatamente revocata, e i suoi movimenti sono severamente controllati.