Agroalimentare, export Ue a 10,6 mld in aprile, made in Italy record +10%

Bruxelles – Si mantiene a livelli alti il valore dell’export agroalimentare dell’Ue, che nell’aprile 2017 si è attestato a 10,6 miliardi di euro. I dati del mese fanno registrare una flessione rispetto ai mesi precedenti, come accaduto negli ultimi quattro anni. I maggiori aumenti dei valori di esportazione mensili (aprile 2016 rispetto all’aprile 2017) sono stati per i prodotti destinati a Turchia (+87 milioni di euro) e Corea (+86 mln). Altri guadagni delle esportazioni agroalimentari dell’Ue sono state principalmente localizzate in Asia (Filippine, Singapore e Indonesia). In aumento le importazioni, ma il saldo commerciale mensile è positivo con un avanzo di 860 milioni di euro.

L’export di prodotti agroalimentari made in Italy ha fatto registrare un record: nei primi mesi del 2017 hanno fatto segnare un +10%. A rivelarlo è un’analisi della Coldiretti presentata alla fiera Tuttofood di Milano, sulla base dei dati Istat sul commercio estero.

Nel 2016, le esportazioni dall’Italia avevano toccato i 38,4 miliardi di euro. Il prodotto alimentare italiano più apprezzato all’estero è il vino (5,6 miliardi nel 2016), seguito dalla frutta fresca e trasformata (4,6), dagli ortaggi freschi e trasformati (3,7), da animali, carni e salumi (3), latte e derivati (2,7), pasta (2,3) e olio d’oliva (1,2).

Quasi i due terzi delle esportazioni nel 2017 – sottolinea la Coldiretti – interessano i Paesi Ue con il mercato comunitario che aumenta del 6%, ma il made in Italy a tavola continua a crescere su tutti i principali mercati, dal Nord-America all’Asia fino all’Oceania. Un balzo del 59% si registra in Russia dove tuttavia i valori restano contenuti a causa dell’embargo. Gli Usa sono il primo mercato non Ue (+11%), il terzo dopo Germania e Francia e prima della Gran Bretagna.

Sul successo del Made in Italy agroalimentare all’estero secondo la Coldiretti pesano in misura rilevante i cambiamenti in atto nella politica internazionale che potrebbero tradursi in misure neo-protezionistiche. “Il risultato delle elezioni francesi con la vittoria di Emmanuel Macron – sottolinea il presidente, Roberto Moncalvo – dovrebbe scongiurare scossoni ma nel rapporto con la Gran Bretagna si attendono gli effetti della Brexit, così come negli Usa si attendono gli effetti degli annunci di Donald Trump, che sta per scegliere i prodotti dell’UE da colpire come risposta alla controversia generata dalla questione della mancata importazione di carne dagli Usa in Europa”.

Nella black list all’interno della quale scegliere pubblicata dall’United States Trade Representative sul Registro federale ci sono le acque minerali (export 2016 in Usa 147 milioni di euro), seguite dalle polpe e dai pomodori pelati (78,9 milioni), i tartufi freschi o refrigerati (9,7 milioni), le castagne (5 milioni).

Attenti poi all’ “agropirateria”: all’estero sono falsi quasi due prodotti di tipo italiano su tre. Tra i più taroccati i formaggi dop (a partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano), i salumi più prestigiosi (dal Parma al San Daniele), gli extravergini di oliva, le conserve e gli ortofrutticoli come il pomodoro San Marzano.