Berlino stringe accordi con Madrid e Atene sui respingimenti dei migranti, ora l’Italia

Berlino – Ci sono gli accordi fra Berlino, Madrid e Atene sui respingimenti immediati dalla Germania dei richiedenti asilo. Sono stati firmati il 6 agosto e il 16 agosto. Da sabato 11 agosto, chi mette piede in territorio alemanno pur avendo fatto richiesta in Spagna, sarà rispedito nel paese governato da Pedro Sanchez “nel giro di 48 ore”. A seguire, stesso iter per chi ha fatto richiesta in Grecia. Con l’Italia, invece, il negoziato è ancora aperto.

BERLINO-MADRID – A dare la notizia del patto con Madrid, rispondendo a una domanda di un giornalista nel corso di una conferenza stampa di routine a Berlino, è stata la portavoce del falco Horst Seehofer (Csu). Il ministro dell’Interno, che proprio sui cosiddetti “movimenti secondari” ha minacciato di far cadere la cancelliera, trascinandola in una crisi senza precedenti. “La trattativa con Madrid è stata conclusa”, ha affermato a sorpresa Eleonore Petermann. Che vuole la Spagna in cambio? Nulla. “Non hanno chiesto alcuna contropartita”.

BERLINO-ATENE – Dopo Madrid, con cui l’intesa, firmata ai primi del mese, è entrata in vigore già l’11 agosto, il negoziato sui respingimenti è stato concluso anche con il governo di Alexis Tsipras. Anche in questo caso, i migranti che hanno richiesta asilo in Grecia e arriveranno in Germania potranno essere rimandati indietro nel giro di 48 ore, ha spiegato il ministero. In cambio, Atene chiede la disponibilità di Berlino sui ricongiungimenti familiari, entro la fine dell’anno, almeno per 2-3000 vecchi casi di rifugiati che attendono di raggiungere i familiari in Germania. Sotto attacco anche per lo smacco del rimpatrio, ordinato dalla magistratura, del bodyguard di Osama Bin Laden, Sami A., espulso in Tunisia illegalmente, Seehofer continua a spingere sul cavallo di battaglia della sua azione politica, (trainata come noto anche dalle elezioni amministrative di ottobre in Baviera). In questi giorni, secondo i media tedeschi, ha presentato ai ministeri dell’economia e del lavoro i punti cardine della legge sull’immigrazione, con la quale prevede di semplificare l’arrivo della manodopera qualificata in Germania, prendendo in considerazione parametri come età, conoscenze linguistiche, qualificazione e offerte concrete di lavoro. Il mondo economico ha molto apprezzato le indiscrezioni trapelate sul progetto: uno dei punti deboli, che frena le prospettive di crescita delle imprese della locomotiva d’Europa, è infatti proprio la mancanza di forza lavoro specializzata (“mancano 1,6 milioni di persone”, nelle stime del DIHK) e i tedeschi si impegneranno per riempire il vuoto lasciato dall’emergenza demografica, selezionando sempre meglio i migranti. Attraverso il portavoce Steffen Seibert, Merkel ha però sottolineato che l’accoglienza per ragioni umanitarie e la migrazione economica resteranno su binari “separati”.

BERLINO-ROMA – Sul fronte più difficile, quello romano, stando alla stessa portavoce del ministro degli Interni tedesco, non vi sarebbero invece novità: “È noto che non dovranno trapelare dettagli della trattativa mentre è ancora in corso”. Così vuole Seehofer. Era stato proprio lui, però, in un’intervista rilasciata alla Faz qualche settimana fa, a far sapere di aspettarsi un’intesa con l’Italia fra la fine di luglio e gli inizi di agosto. E, dopo i risultati positivi con Madrid e Atene, a Berlino si usano toni decisamente più ottimisti anche su una possibile intesa con Roma: “Siamo andati molto avanti anche con l’Italia, e contiamo che si possa arrivare ad un accordo”, ha affermato una portavoce del ministro dell’Interno tedesco.

Il tempo – stando all’orizzonte indicato da Seehofer – è maturo. La partita con Matteo Salvini, che con il leader dei cristiano-sociali ha stretto perfino un’alleanza (il famoso “asse” a tre, nato con l’Austria di Sebastian Kurz) non è semplice – Seehofer ha sempre parlato di “colloqui difficili” – e dovrà certamente tener conto delle “attese” italiane. Più ottimista sin da subito la cancelliera Merkel: “Le trattative con la Grecia sono andate molto avanti, quelle con l’Italia dureranno un po’. E ovviamente se fosse necessario sarei a disposizione per parlare con il premier”, ha detto a Berlino, rispondendo a una domanda, nel corso di una conferenza stampa in cancelleria. “Siamo in un processo di negoziato”.

Roma ha chiarito all’ultimo Consiglio europeo di non aver alcuna intenzione di riprendere indietro nessuno: la strategia dell’attuale governo è quella di ridurre il numero degli arrivi. È chiaro quindi che sul tavolo ci siano anche la richiesta sulle modifiche – rivendicate con forza il 26 luglio dal ministro Moavero – della missione “Sophia”: deve cambiare l’approccio secondo cui tutti i migranti salvati debbano approdare in Italia. Il sostegno di Berlino sulla questione sarà importante. Dall’altro lato, non è irrilevante la minaccia tedesca di smettere di accogliere quote di migranti dai chi non accetterà di riprendersi i propri richiedenti asilo.